Notizie Geopolitiche –
La Farnesina ha resa nota questa mattina la liberazione del 48enne Gianluca Salviato, il tecnico veneto rapito a Tobruk il 22 marzo scorso, dipendente dell’impresa edile Enrico Ravanelli di Venzone (Udine): l’uomo, che nella città libica lavorava alla costruzione della rete fognaria, è già giunto a Roma. Nella nota della Farnesina viene espresso un “ringraziamento per lavoro di tutti gli organi dello Stato coinvolti”; fino all’ultimo si è temuto per la salute del tecnico, in quanto sofferente di diabete.
Tobruk è sede di uno dei due parlamenti della Libia, i quali si sconfessano a vicenda: entrambe le Camere hanno eletto i rispettivi governi: a Tobruk l’esecutivo libico è guidato da Abdullah al-Thani, mentre a Tripoli il governo nazionale è diretto da Omar al-Hassi, accusato dal primo di illegittimità e quindi di golpe. La Corte Costituzionale ha invalidato lo scorso 6 novembre le elezioni che hanno costituito il “Parlamento di Tobruk”, riconosciuto tuttavia dalla Comunità internazionale e dall’Italia. Il “Parlamento di Tripoli” è stato riesumato dai jihadisti dalle ceneri dell’Assemblea nazionale transitoria.
La liberazione di Salviato arriva a soli tre giorni dal rilascio di un altro tecino italiano, il 54enne Marco Vallisa, il quale era stato rapito in Libia lo scorso 5 luglio nella zona di Zuara, ad ovest del paese.
Rimangono nelle mani dei sequestratori padre Paolo Dall’Oglio, sequestrato a fine luglio del 2013 in Siria, le due cooperanti lombarde Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, rapite il 31 luglio 2014 nello stesso paese e il cooperante siciliano Giovanni Lo Porto, scomparso il 19 gennaio 2012 tra il Pakistan e l’Afghanistan.

