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Le forze islamiste di Ansar al-Sharia e delle Brigate 17 febbraio sono riuscite a conquistare una caserma delle milizie autonome del generale Khalifa Haftar dopo aspri combattimenti a Bengasi.

L’ex generale, intervistato dalla tv al-Arabiya, ha negato la sconfitta, preferendo parlare di “tattica” e di “ritirata strategica” ed aggiungendo che “presto cacceremo le milizie islamiche fuori dalla città”.

Khalifa Haftar è considerato dai suoi detrattori un uomo della Cia in quanto è stato liberato dagli americani nel 1987 in Ciad, dov’era prigioniero in seguito alla disastrosa “Guerra delle Toyota”, quindi è stato portato negli Usa e ha fatto ritorno in Libia nel 2011, quando ha comandato la piazza di Bengasi nel’insurrezione contro Gheddafi.

Ansar al-Sharia ha reso noto di aver preso il controllo completo di Bengasi, dichiarando in città l’istituzione di un “emirato islamico”.

Sembra invece corrispondere al vero l’accusa mossa da Haftar ad Ansar al-Sharia di reclutare combattenti all’estero per portarli in Libia: già diverse fonti hanno riportato di combattenti islamisti evacuati dalla Siria alla Libia, ma è notizia di queste ore della scoperta in Tunisia di una cellula terroristica che si occupava di reclutare e inviare giovani in Libia. I futuri combattenti venivano portati in campi di addestramento di Ansar al-Sharia e quindi educati alla jihad. Sono 5 i membri della cellula verso cui sono stati emessi mandati di arresto.

Intanto proseguono gli scontri a Tripoli fra le milizie della tribù di Zintan, che controllano l’aeroporto della capitale dal 2011, e quelle islamiste di Ansar al-Sharia.

Nella foto: il generale Khalifa Haftar