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Intervistato per la Bbc, il comandante delle operazioni anti-jihadiste e filo-governative Khalifa Haftar ha assicurato che presto vi sarà un intervento delle sue truppe su Tripoli, dove due giorni fa un commando jihadista è penetrato nell’hotel Corithia per eliminare il premier del “Governo di Tripoli” Omar al-Hassi, senza riuscirci, ma uccidendo nove ostaggi.
Haftar ha spiegato che l’intenzione è quella di combattere i jihadisti senza devastare la città, ovvero che “Non vogliamo scatenare una guerra dentro il centro abitato. Vogliamo attuare lo stesso tipo di operazioni militari che abbiamo attuato a Bengasi”
Haftar appoggia il Governo e il Parlamento “di Tobruk”, con premier Adullah al-Thani, frutto delle elezioni di giugno e riconosciuto dalla comunità internazionale, ma sconfessato dalla Corte costituzionale; si distingue da quello “di Tripoli”, premier Omar al-Hassi, riesumato dai jihadisti dalla precedente Assemblea transitoria, dopo la conquista della città.
Khalifa Haftar è considerato dai suoi detrattori come un’espressione della Cia in quanto è stato liberato dagli americani nel 1987 in Ciad, dov’era stato fatto prigioniero in occasione della Guerra delle Toyota, ed è rimasto negli Usa fino al 2011, quando è rientrato in Libia per comandare la piazza rivoltosa di Bengasi.

