di Enrico Oliari –
Abdul Basit Haroun, consigliere del governo internazionalmente riconosciuto “di Tobruk”, ha ribadito alla Bbc che terroristi dell’Isis sarebbero fatti arrivare in Europa da trafficanti che li nascondono sui barconi di migranti che salpano dalle coste libiche. Come fonte di informazione Haroun ha citato suoi contatti presso i proprietari delle imbarcazioni, i quali gli avrebbero anche detto che l’Isis prende la metà dei guadagni per concedere ai trafficanti di lavorare.
Haroun ha spiegato che Isis usa “i barconi per i suoi uomini che vuole inviare in Europa perché la polizia europea non può sapere chi è membro di Isis o chi è un normale profugo”, e che lo scopo è quello di piazzare cellule di terroristi in Europa a cui ricorrere “non per oggi o per domani, ma in futuro”.
Il ministro italiano dell’Interno, Angelino Alfano, ha risposto che “Finora non ci risultano tracce di presenze di terroristi sui barconi” e che già “vi hanno lavorato diverse procure, senza mai trovare finora dei riscontri: speriamo che abbiano ragione, visto che hanno fatto tutte le valutazioni per dirlo”.
Alfano ha aggiunto che “Siamo ugualmente attenti, nella consapevolezza che non c’è un paese a rischio zero e che dobbiamo mantenere sempre un’allerta sempre alta”.
Va detto che sia il governo “di Tobruk” che quello avversario “di Tripoli” utilizzano l’immigrazione o speculano sul problema per esercitare pressioni sulla comunità internazionale al fine di ottenere la fine del blocco navale per le armi o per arrivare ad un riconoscimento internazionale.
In particolare le milizie di Misurata, che controllano Tripoli, gestiscono il nodo di Shebaa, nel deserto, dove transitano i profughi che arrivano dall’Africa sub sahariana, e che numerose testimonianze indicano che sono proprio i miliziani a spingere i profughi sui barconi.

