di Enrico Oliari –
Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stata approvata la Risoluzione proposta dalla Gran Bretagna sulla Libia, che dà riconoscimento e sostegno agli accordi di Skhirat e nel contempo permette di intervenire con attacchi aerei contro le posizioni dell’Isis nel paese nordafricano.
Al Consiglio di Presidenza libico sono stati dati 30 giorni di tempo per formare un governo di unità nazionale e per riportare la capitale a Tripoli, ma ancora non è chiaro se la base della fazione “di Tripoli”, formata da una galassia di milizie islamiste, accetterà o meno il compromesso raggiunto il 17 dicembre su mediazione dell’inviato dell’Onu Martin Kobler.
L’importanza del voto al Consiglio di sicurezza è determinata dal fatto che c’è anche il consenso della Russia, un via libera che già il ministro degli Esteri Sergei Lavrov aveva garantito al collega italiano Paolo Gentiloni nell’incontro dell’11 dicembre a Roma.
In merito ad un intervento militare esterno per combattere l’Isis, che controlla Sirte e circa 250 chilometri di costa e per cui la stampa francese ha già riportato di aerei pronti, l’ambasciatore libico all’Onu, Ibrahim al-Dabashi, ha ammesso di immaginarsi uno scenario del genere con caccia di “Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia”, ma ha anche spiegato al quotidiano Asharq al-Awsat che “La risoluzione Onu 2214 chiede a tutti i Paesi di combattere il terrorismo in Libia, cosa che rappresenta una lampante autorizzazione che comporta soltanto l’onere, per i differenti Paesi, di informare in anticipo la Libia e coordinarsi con lei”. In sintesi gli occidentali vogliono colpire, devono avere il via libera di Tripoli, che potrà esservi solo una volta che il nuovo governo di unità nazionale sarà instaurato.
La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza fa anche appello “a tutti gli Stati membri di collaborare con il governo libico” in tema di traffico di uomini e di migrazioni attraverso la condivisione di informazioni su attività in acque territoriali e extraterritoriali e l’offerta di soccorso nel rispetto del diritto internazionale. La lotta agli scafisti potrà essere fatta anche con l’impiego dei caschi blu.
Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il quale ha anche sentito al telefono il premier libico designato Fayez al-Serraj, ha affermato con una nota che “La risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Libia è un importante passo verso la stabilizzazione del paese. È una decisione alla quale l’Italia ha contribuito in modo determinante con il lavoro di questi mesi culminato nel vertice di Roma del 13 dicembre. Proprio la dichiarazione comune di Roma è infatti la base della Risoluzione adottata questa sera a New York”. “Il Consiglio di Sicurezza – ha continuato il numero uno della Farnesina – sostiene il Governo di accordo nazionale stabilito dall’accordo politico firmato a Skhirat e riconoscendolo a nome dell’intera Comunità internazionale”. (…) ”La Risoluzione esorta tutti gli Stati a rispondere positivamente alle richieste di aiuto che verranno nei prossimi mesi dal governo legittimo libico”.
“Le Nazioni Unite – ha spiegato – hanno fissato la cornice legale dentro cui potrà dispiegarsi il sostegno internazionale alla stabilizzazione della Libia. Il nuovo Governo che, secondo gli accordi di Skhirat dovrà essere varato dal Consiglio presidenziale nel mese di gennaio, indicherà le necessità più urgenti sul piano economico, umanitario e di sicurezza nell’interesse de popolo libico. Su questa base l’Italia e gli altri paesi firmatari della dichiarazione di Roma faranno la loro parte”.
“Sono consapevole di quanto lunga e difficile resti la strada per raggiungere pace, sviluppo e stabilità in Libia. So che il consenso raggiunto con la firma di Skhirat va allargato e che nessun trionfalismo è giustificato. Ma oggi non posso che esprimere – ha concluso il Ministro Gentiloni – la grande soddisfazione dell’Italia per il risultato raggiunto dallo sforzo diplomatico nostro e di tutti i maggiori paesi interessati”.

