di Enrico Oliari

L’impegno di Bernardino Leon, inviato speciale dell’Onu per la crisi libica, potrebbe iniziare a dare i suoi frutti: dopo essere riuscito lo scorso 16 gennaio a far sedere intorno ad un tavolo a Ginevra le parti, oggi da Tripoli è arrivata la disponibilità del Congresso Nazionale Generale (il cosiddetto “Parlamento di Tripoli”) di prendere parte al Dialogo nazionale.

La caotica situazione politica vede da una parte le milizie filo-governative riconoscersi nel Parlamento e nel governo “di Tobruk”, con premier Adullah al-Thani, frutto delle elezioni di giugno e riconosciuto dalla comunità internazionale, e dall’altra quelle jihadiste che sostengono il Parlamento (Congresso Nazionale Generale) e il governo “di Tripoli”, con premier Omar al-Hassi, riesumato dai jihadisti dalla precedente Assemblea transitoria dopo la conquista della città.

Come se non bastasse, la Corte costituzionale libica ha annullato le elezioni di giugno, di fatto azzerando il Parlamento e il governo “di Tobruk”.

La linea di Bernardino Leon è quella espressa lo scorso 17 settembre dalla Conferenza di Madrid, ovvero di arrivare ad una soluzione della grave crisi in corso nel paese nordafricano attraverso la mediazione e il dialogo fra le parti.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, il quale ha affermato in una nota che “La decisione del Congresso Nazionale Generale di unirsi al processo di dialogo sponsorizzato dalle Nazioni Unite va nella direzione giusta”.