Adnkronos/Aki, 4 gen 12 –
La Libia rischia di precipitare in una guerra civile se non riuscira’ a tenere sotto controllo le milizie rivali che continuano a fronteggiarsi nel paese dopo la caduta di Muammar Gheddafi. L’allarme arriva da Mustafa Abdel Jalil, leader del Consiglio nazionale di Transizione (Cnt), dopo che nei giorni scorsi si sono registrati numerosi scontri, nella capitale Tripoli e in altre citta’, tra milizie armate. “Abbiamo solo due opzioni – ha detto Jalil a Bengasi – Gestire queste violenze che portano la Libia in un confronto militare che non accettiamo o lasciare che il paese si divida e che scoppi una guerra civile”. “Se non c’e’ sicurezza non c’e’ legge, non c’e’ sviluppo e non ci sono elezioni – ha proseguito – C’e’ gente che sta prendendo in mano la gestione della legge”. Per arrivare allo scioglimento delle milizie nate in seguito all’esplodere dei disordini che hanno portato alla caduta di Gheddafi e per ottenere la consegna delle armi, il Cnt ha cominciato a lavorare alla creazione di esercito e polizia pienamente funzionanti, a cui assegnare la gestione della sicurezza. Ma per Jalil, finora ci si e’ mossi con troppa lentezza. “Non abbiamo sicurezza perche’ i combattenti non hanno consegnato le loro armi, nonostante le occasioni che hanno avuto di farlo attraverso i consigli locali – ha detto – Finora la risposta e’ stata debole e in tanti continuano a tenere le armi di cui sono in possesso”.

