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L’inviato dell’Onu per la crisi libica, lo spagnolo Bernardino Leon, ha risposto ad un’intervista di Rai News 24 spiegando che l’Isis nel paese nordafricano “ha come primo alleato il caos” determinato dalla contrapposizione delle milizie dei due governi, quello “di Tripoli”, guidato da Omar al-Hassi, e quello “di Tobruk”, riconosciuto dalla comunità internazionale, che risponde a Abdullah al-Thani. Leon ha detto che i miliziani dello Stato Islamico, che dapprima hanno preso il controllo di Derna e poi di Sirte, “hanno cambiato strategia, passando da gruppo terrorista con piccoli commando ad una realtà che conduce operazioni militari. E’ un grande salto di qualità e per questo il tempo stringe”.
Lo stesso concetto è stato ribadito dall’inviato dell’Onu al Consiglio di Sicurezza in conference call: “Non ci sono dubbi che i gruppi terroristici come l’Isis giochino sulle divisioni politiche in Libia per rafforzare la propria presenza sul terreno”. Per cui vi sarà fra poche ore in Marocco un nuovo tentativo di far incontrare le parti, dopo che quello precedente è saltato per le proteste di Tripoli dovute l’intervento militare dell’Egitto in Libia contro l’Isis.
Nel suo intervento Leon ha raccomandato che “I leader del Paese agiscano velocemente”, poiché “La situazione in Libia si sta deteriorando rapidamente, il Paese non può più affrontare una crisi politica”. “Saranno necessari compromessi e decisioni difficili”, per cui “il sostegno della comunità internazionale sarà fondamentale per la loro attuazione”.
