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L’inviato speciale dell’Onu per la crisi libica, lo spagnolo Bernardino Leon, ha avvertito oggi da Bruxelles, in occasione di una conferenza stampa con il capogruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo Gianni Pittella, che “è necessario arrivare quanto prima ad una soluzione politica” della crisi libica, in quanto “Il Paese non ha più tempo, è sul punto di collassare, dal punto di vista politico ed economico”. Leon, che ha incontrato il governatore della Banca Centrale di Libia, ha continuato spiegando che “Le difficoltà sono ovunque”, ed il “rischio reale” è quello di un crollo generale dei settori politico, militare e della sicurezza. “In questa situazione – ha aggiunto – possono prosperare e diventare più forti in Libia” i terroristi dell’Isis.

In materia di immigrazione Leon ha detto che l’azione dell’Ue e della comunità internazionale in Libia contro “le mafie dei trafficanti di esseri umani è un dovere”. “Non c’è scelta per la Comunità internazionale: ha il dovere di evitare che migliaia di persone continuino a morire nel Mediterraneo. Le mafie del traffico di esseri umani – affermato – mettono fino a 800 persone su barconi che sanno non essere in grado di tenere il mare; sono dei miserabili che non hanno alcun rispetto per la vita umana. Queste mafie sono un problema enorme per la Libia, hanno interesse a che continui la guerra civile, trafficano con Daesh (Isis, ndr) sono una minaccia per la democrazia e per le istituzioni, e contano sulla corruzione di giudici e polizia”.