di Belkassem Yassine –

leon-bernardinoNel giorno in cui il Daesh (Isis) ha ammesso di aver perso la città di Derna, conquistata dalle milizie islamiche locali vicine ad Ansar al-Sharia e quindi ad al-Qaeda, a Skhirat, in Marocco, è avvenuta la cerimonia di firma dell’accordo volto a far uscire la Libia dalla sua crisi politica durata oltre tre anni.

Le trattative, lunghe ed estenuanti, si sono svolte grazie al lavoro caparbio dell’inviato dell’Onu Bernardino Leon: il documento finale è stato firmato dai presenti, cioè dai rappresentanti del governo “di Tobruk”, frutto delle elezioni del giugno 2014, con a capo Abdullah al-Thani e riconosciuto dalla comunità internazionale, gli esponenti dei partiti politici e gli inviati di diverse tribù, tra le quali quella fondamentale di Misurata, che era stata protagonista della conquista di Tripoli nell’estate 2014 e che ha sempre combattuto contro l’esercito “di Tobruk”.

Assenti i rappresentanti del governo “di Tripoli, riconosciuto solo da Qatar e Turchia e con a capo Khalifa al-Ghweil, i quali non hanno accettato i compromessi proposti da Leon ed hanno quindi deciso di continuare la guerra forti delle milizie di Alba della Libia.

La cerimonia della firma si è svolta in presenza del ministro marocchino degli Affari Esteri e della Cooperazione Salaheddine Mezouar, e dei presidenti della Camera dei rappresentanti e dei Consiglieri, Rachid Talbi Alami e Mohamed Cheikh Biadillah.

Hanno assistito, inoltre, a questa cerimonia numerosi ambasciatori stranieri in qualità di osservatori, in assenza dei rappresentanti del Congresso nazionale generale (CNG) detto parlamento di Tripoli.