di Belkassem Yassine

Gheddafi saadiIl ministro libico della Giustizia del governo “di Tripoli” Moustafa al-Koulayb si è recato nel carcere della capitale per incontrare i detenuti, fra i quali il figlio di Muammar Gheddafi Saadi, dopo le accuse di maltrattamenti.

La visita del ministro è seguita agli appelli di Ong dei diritti dell’Uomo di aprire inchieste dopo la diffusione di immagini in cui si vede Saadi Gheddafi essere sottoposto a torture nel carcere al-Hadba.

Koulayb ha costatato che “la situazione non è in realtà quella che la gente racconta”, denunciando che quanto accaduto corrisponde a “episodi isolati di maltrattamenti”: “noi non diciamo che le condizioni in questo istituto o in altri siano perfette, ma non possiamo fare meglio per il momento, e non possiamo risolvere la situazione in una notte”. “Nell’avvenire agiremo con fermezza contro coloro che commettono” tali abusi, ha promesso.

L’istituto penitenziario di al-Hadba è controllato da Fajr Libya, una coalizione di milizie islamiste che controllano Tripoli dall’agosto 2014, quando, dopo aver sconfitto i miliziani di Zintan, hanno creato un governo e un parlamento non riconosciuti dalla comunità internazionale, se non da Turchia e Qatar.

Pochi giorni fa un altro figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, è stato condannato a morte da un Tribunale di Tripoli, ma al momento è detenuto a Zintan, la cui amministrazione locale (fedele al governo “di Tobruk”) ha già fatto sapere di non essere disposta a consegnarlo.

Il governo “di Tripoli” è presieduto da Khalifa al-Ghweil e fino ad ora si è di mostrato poco sensibile alle trattative in corso su mediazione dell’inviato delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, mentre il governo “di Tobruk”, frutto delle elezioni del giugno 2014, è guidato da Abdullah al-Thani.

Nell foto: Saadi Gheddafi.