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Sulla Libia è intervenuta oggi dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco la Pesc Federica Mogherini, la quale ha parlato del rischio di “esplosione” di una situazione ormai “estremamente pericolosa”.

Fino a pochi giorni fa sembrava aver funzionato la strategia dell’inviato dell’Onu Bernardino Leon rivolta a raggiungere un accordo fra le parti attraverso il dialogo, tanto che si era riusciti a far sedere a Ginevra attorno ad un tavolo sia i rappresentanti del governo e del parlamento “di Tobruk”, frutto delle elezioni di giugno, riconosciuti dalla comunità internazionale ma sconfessati dalla Corte costituzionale, che quelli del governo e del parlamento “di Tripoli”, riesumati dai jihadisti dalla vecchia Assemblea transitoria.

Le due istituzioni si combattono attraverso le varie milizie, come quelle del generale Khalifa Haftar, ma recentemente è comparso nello scenario libico anche l’Isis, che controlla la città di Derna.

Mogherini a Monaco ha spiegato che vi è un “mix perfetto di armi, assenza di strutture dello Stato, terre e confini marini incontrollati, passaggio di profughi e migranti, risorse naturali e finanziarie, divisioni, pronto a esplodere e se esplode, esploderà alle porte dell’Europa”; ha quindi aggiunto che “l’Ue sta facendo e farà la sua parte, sostenendo gli sforzi di Bernardino Leon in modo concreto”.