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Continuano in Libia sempre più aspri gli scontri fra milizie jihadiste e nazionalisti, i quali si vanno ad aggiungere alla grave crisi politica che vede addirittura due Parlamenti, uno a Tripoli e uno a Tobruk, che si sconfessano a vicenda, ed all’alto tasso di criminalità, sia organizzata che non.
Mentre è in corso la controffensiva a Tripoli del generale Khalifa Haftar contro le milizie di Ansar al-Sharia e delle Brigate 17 febbraio, il rappresentante delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, sta continuando la sua azione diplomatica nel tentativo di far sedere le parti attorno ad un tavolo.
Dopo la sua visita a Tripoli sabato scorso, il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha sentito al telefono Leon per discutere dell’evoluzione della crisi, anche in vista del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea in programma lunedì in Lussemburgo. “La già difficile situazione ha avuto negli ultimi giorni sviluppi molto preoccupanti” – ha detto Mogherini – “è indispensabile dare il seguito più efficace alle iniziative politico-diplomatiche avviate la scorsa settimana e in particolare la visita del segretario generale dell’Onu a Tripoli, Ban Ki-Moon”.

