Notizie Geopolitiche –
A due anni dalla Rivoluzione che ha portato alla caduta del regime di Gheddafi, in Libia la situazione sembra essere variata poco: sono infatti riaffiorate le antiche divisioni fra tribù e soprattutto il paese continua ad essere ostaggio delle oltre 500 milizie, retaggio della guerra civile, che di fatto comandano nel paese e garantiscono la sicurezza, ognuna della propria fetta di territorio.
Le conseguenze sono che le Forze dello Stato sono tenute ai margini, mentre nelle strade continuano ad esservi sparatorie e la stabilità e l’economia del paese sono elementi assai volatili, al punto a causa dei continui scioperi in queste ore si sono verificate interminabili code ai distributori di carburante, mentre l’energia elettrica ed il pompaggio dell’acqua va a periodi alterni.
A Tripoli si susseguono le manifestazioni ed è stato indetto uno sciopero generale.
L’Italia è stata incaricata dal G8, in quanto sua zona di influenza, di provvedere al sostegno delle Forze di Sicurezza nel disarmo delle milizie, cosa ribadita nell’incontro fra il premier Enrico Letta e l’omologo Ali Zeidan lo nell’incontro di Roma dello scorso 4 luglio.

