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Come dagli accordi del 4 luglio a Roma fra il premier Enrico Letta e l’omologo libico Ali Zeidan, seguito al G8 di Lough Erne di giugno, l’Italia si fa carico dell’addestramento di alcune migliaia di soldati libici, i quali prenderanno parte alle operazioni di contrasto delle 500 milizie armate che ancora non si sono sciolte e che spesso sono protagoniste di attacchi anche con mezzi pesanti, della lotta ai gruppi jihadisti che controllano il sud del paese e della requisizione delle molte armi che ancora sono in circolazione.

Per la precisione 2000 militari saranno formati dagli italiani, 2000 dalla Gran Bretagna e 6000 dagli Stati Uniti, mentre la Francia si occuperà di addestrare la polizia.

Nella prima fase, partita oggi, 500 reclute verranno formate a Tripoli, quindi proseguiranno l’addestramento a Cassino; fonti della Difesa hanno specificato che le autorità libiche hanno proceduto ad una selezione dei candidati “su base personale e non in quanto appartenenti a delle milizie”, ma le autorità militari italiane e consolari esamineranno le liste “per vedere chi dovranno formare e per essere sicuri che non entri in Italia chi possa creare problemi”.

L’addestramento e la selezione del personale libico è condotto, in coordinamento con le autorità locali, da un team di quindici militari dell’esercito italiano.