di Enrico Oliari –

Neanche il tempo di far partire la commissione di inchiesta indetta a Tripoli per investigare sull’attacco di martedì al consolato statunitense di Bengasi, dove sono rimati uccisi l’ambasciatore Chris Stevens, tre funzionari della rappresentanza diplomatica e dieci poliziotti, che le autorità libiche hanno arrestato ieri in tarda serata quattro individui ritenuti fra i promotori degli incidenti.

La giornata di ieri ha visto un susseguirsi di manifestazioni di protesta presso le ambasciate di diversi paesi del mondo arabo, con tensioni ed arresti in Tunisia, in Egitto, in Iran e nello Yemen, dove è rimasto ucciso uno dei manifestanti; gli Stati Uniti hanno inviato verso la Libia le due navi da guerra USS Laboon e USS McFaul, armate di missili Tomahawk e di aerei droni, che alcuni riferiscono aver già sorvolato i cieli libici;  il presidente Obama ha ribadito l’intenzione di inviare duecento marines con lo scopo di “combattere il terrorismo”; dal’Europa e dalla Russia è stata espressa vicinanza agli Usa per la perdita del diplomatico, mentre la stampa cinese ha accusato gli Stati Uniti di aver fallito la politica nel mondo arabo.

Alla base dei disordini vi è la trasmissione negli Usa, a poche ore dopo l’anniversario dell’11 settembre, del film ritenuto blasfemo “Innocence of Muslim” (L’innocenza dei musulmani), in cui si vede il profeta Maometto in atteggiamenti sessuali (ma non manifesti) con la prima moglie.

Per il Pentagono dietro all’attacco del consolato a Bengasi vi sarebbero frange estremiste legate ad al-Qaeda, tant’è che gli assalitori non solo sapevano dove colpire, ma erano al corrente della presenza del diplomatico a Bengasi e non nell’ambasciata di Tripoli. Uno dei nomi dei promotori dell’assalto potrebbe essere quello di Abdelhakim Belhadj, fra i comandanti della rivolta che ha portato alla caduta del regime di Gheddafi. Intanto negli Usa è stata messa sotto protezione la casa del 55enne cristiano-copto, Nakoula Basseley Nakoula, presentatosi su YouTube con lo pseudonimo Sam Bacile, regista del film.