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libia mellitahLa situazione di instabilità in Libia, i continui fatti di violenza e la frantumazione della società i cui pezzi sono controllati dalle oltre 500 milizie autonome che ancora non hanno accettato l’invito di sciogliersi nell’esercito regolare, stanno tenendo in scacco la produzione di greggio del paese.

Nel quadro di incertezza si aggiungono le proteste dei lavoratori e delle minoranze etniche che chiedono maggiori diritti politici, per cui anche un impianto estrattivo di primaria importanza come quello di Mellitah, gestito in joint venture fra Eni e Noc (National Oil Corporation) procede nel suo lavoro a rilento, con un’estrazione di circa 90mila barili al giorno a fronte degli 1,25 milioni possibili. A Mellitah sono in protesta in particolare gli amazigh ed i berberi; a marzo l’impianto era stato assaltato da miliziani di tribù autonome.