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Non bastava la guerra in corso fra filo-governativi e jihadisti, i venti di secessione delle macroregioni, il dramma dei traffici di uomini, droga e armi, e la criminalità diffusa, una situazione politica che vede due parlamenti e due governi in contrapposizione tra loro, ora ci si è messa pure l’aviaria a gettate scompiglio in Libia: quattro persone sono morte nel paese nordafricano a causa del contagio con il virus H5N1, il quale nel 2003 ha ucciso 400 persone, principalmente nel Sud-est asiatico.
Il ministero della Salute “di Tobruk” (riconosciuto dalla comunità internazionale ed in contrapposizione con quello “di Tripoli” del governo Omar al-Hassi (riesumato dai jihadisti dalla vecchia Assemblea di transizione), ha informato che tre vittime sono morte a Tripoli e la quarta a Tobruk, mentre un quinto paziente si trova all’ospedale a Tobruk. La cosa che fa riflettere è la distanza fra le due città dove si sono registrati i contagi: Tripoli si trova nella parte occidentale della Libia, mentre Tobruk è quasi al confine con l’Egitto. L’Oms ha inviato nel paese una propria delegazione di esperti.

