di Belkassem Yassine –

SKHIRATE (Marocco). All’incontro ripartito a Skhirate, in Marocco, tra le parti in lotta in Libia, il mediatore dell’Onu Bernardino Leon ha puntato il dito contro l’operazione militare lanciata verso Tripoli dal generale “di Tobuk” Khalifa Haftar.

La cosa è quanto meno inopportuna sia per i modi che per i tempi, in quanto il governo “di Tobruk” è quello riconosciuto dalla comunità internazionale, con a capo ad Abdullah al-Thani.

I colloqui sono ripartiti ieri sera alla presenza degli ambasciatori di diversi paesi in qualità osservatori, con ordine del giorno il cessate il fuoco, la sicurezza, il disarmo dei gruppi armati e la formazione del governo nazionale.

Leon ha chiesto agli attori politici e militari libici di “fermare le azioni armate in corso” e di “cooperare a favore della soluzione” politica del conflitto: “abbiamo saputo – ha spiegato – di dichiarazioni di attori politici e militari e di azioni sul campo che rappresentano una minaccia per il dialogo e per una via d’uscita politica alla crisi. Le iniziative belliche sono inaccettabili e compromettono seriamente la possibilità di giungere ad un accordo politico. Gli ultimi attacchi in diverse regioni libiche non solo si ripercuotono sui negoziati, ma anche sulla realtà della vita quotidiana dei libici, che devono scegliere tra la pace e la guerra. I colloqui in corso in Marocco costituiscono una opportunità per i libici per arrivare alla soluzione della crisi e per operare in modo unitario contro il terrorismo e contro il Daesh”.