Notizie Geopolitiche –
Catturato nel 2011 dai miliziani della tribù di Zintan e condannato a morte nel luglio 2015 dal tribunale del governo islamista di Tripoli (a cui quelli di Zintan non lo hanno mai consegnato) con l’accusa di genocidio, il figlio di Gheddafi Saif al-Islam “è stato liberato lo scorso 12 aprile”, come ha confermato il suo avvocato Karim Khan al Guardian.
Lo stesso Khan ha reso noto che presto verrà presentata un’innata alla Corte penale internazionale per far cadere il mandato di cattura internazionale per crimini contro l’umanità, che ancora pende sulla testa di Saif al-Islam Gheddafi.
A liberarlo dagli arresti domiciliari è stato il governo di unità nazionale presieduto da Fayez al-Serraj, al quale la tribù di Zintan ha aderito. “Ora – ha detto Khan – è in Libia, in buona salute, al sicuro ed sta bene”.
Erano state le milizie di “Alba della Libia” e di Misurata a sconfiggere ed a allontanare nel 2014 quelle di Zintan dalla capitale.
Saif al-Islam Gheddafi, laureato in architettura e oggi 44enne, sarebbe con probabilità succeduto al padre: durante la rivoluzione del 2011 ha tentato di organizzare i fedelissimi contro i rivoltosi.
Degli altri figli di Gheddafi si sa che Hannibal, noto alle cronache per aver usato violenza nei confronti dei domestici e persino di poliziotti nei suoi viaggi all’estero, è fuggito in Algeria con la madre, la sorella Aisha e il fratellastro Muhammad; Mutassim è stato giustiziato dai ribelli in occasione della Rivoluzione del 2011; Saif al-Arab, che durante i combattimenti comandava la resistenza a Tripoli, è morto sotto un bombardamento della Nato; sulla sorte di Khamis, che durante la Rivoluzione comandava la 32ma Brigata libica, si sono perse le tracce, anche se in passato è stato dato per morto.

