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Il premier del governo riconosciuto “di Tobruk” Abdullah al-Thani ha criticato duramente “Usa, Gran Bretagna e i Paesi dell’Ue per non aver fornito armi”, mentre “La coalizione dell’Alba Libica”, cioè gli islamisti che fanno capo la governo “di Tripoli” di Omar al-Hassi, “è parte di una milizia islamica che riceve armi, munizioni e rifornimenti da tutto il mondo”. Perciò, ha constatato, “l’America e la Gran Bretagna hanno altre idee, contrarie all’interesse del popolo libico”.
In realtà i leader europei e Usa, oltre che l’Onu, hanno in più occasioni ribadito la necessità che si giunga ad un accordo fra le parti che porti ad un governo di unità nazionale, per cui rappresenterebbe un controsenso fornire, almeno ufficialmente, armi a una delle due parti in lotta.
Sono inoltre saltati i colloqui previsti in Marocco, anche perchè al-Hassi ha affermato, in seguito alla mancata condanna dell’attacco dell’Egitto alle postazioni dell’Isis, che “non si può più proseguire con il dialogo nazionale sponsorizzato dall’Onu”.

