di Enrico Oliari –

Salvatore Failla e Fausto Piano, due dei quattro dipendenti dell’impresa italiana di costruzioni Bonatti rapiti in Libia lo scorso 20 luglio, sono rimasti uccisi ieri nell’area di Sabrata, in un conflitto a fuoco tra miliziani di “Alba della Libia” e jihadisti dello Stato Islamico.

Da quanto si è appreso i due sarebbero morti mentre venivano trasferiti dall’Isis verso una nuova destinazione, e nello scambio di colpi sono rimasti uccisi anche 7 miliziani, una donna e un bambino.

L’Ansa ha riportato un testimone il quale ha riferito che i due tecnici “stati usati come scudi umani” dai jihadisti.

Degli altri due tecnici della parmense Bonatti rapiti il 20 luglio si sa solo che non erano sul luogo della sparatoria e che quindi sarebbero con tutta probabilità nelle mani dei jihadisti: si tratta di Gino Pollicardo e di Filippo Calcagno, che con Failla e Piano erano diretti dall’aeroporto di Tunisi a Mellitah, presso il terminal petrolifero Eni-Noc,

L’ipotesi è che siano stati rapiti da un gruppo locale per poi essere venduti ai jihadisti dell’Isis.

Fausto Piano aveva 61 anni ed era di Capoterra in Sardegna, era sposato e padre di tre figli, lavorava alla Bonatti dal 1991; Salvatore Failla aveva 47 anni, era originario di Carlentini, nel siracusano, aveva due figlie di 22 e 12 anni ed era in Libia da tre anni.

Mentre l’Isis dilaga nel paese, tanto che ieri alcuni pick-up sono penetrati nel territorio tunisino venendo a contatto con i militari a al-Aouiji, ancora si sta lavorando, in modo informale, a che la parte “di Tripoli” sottoscriva l’accordo per la formazione d un governo nazionale a guida Fayez al-Sarraj, come da mediazione Onu prima di Bernardino Leon e poi di Martin Kobler.

E prende gradualmente forma anche la forza di intervento della coalizione a guida italiana nel paese nordafricano; come ha confermato su Le Figaro l’ambasciatore libico a Parigi, Alshiabani Abuhamoud, in Libia sono già presenti addestratori ed intelligence di diversi paesi. L’Italia sta per aumentare le forze di intelligence, ma si è anche appreso che partiranno a breve una cinquantina di incuriosir paracadutisti del raggruppamento “Col Moschin”, che si aggiungeranno alle forze speciali di Usa, Francia e Gb; ieri Tunisi ha dato il via libera ad addestratori tedeschi incaricati di preparare i militari libici in territorio tunisino.