di Raffaele Luongo –
È in progettazione oramai da diversi anni la possibilità di costruire una via marittima alternativa al Canale di Panama: il nuovo “ponte” tra l’Atlantico e il Pacifico dovrebbe passare attraverso il Nicaragua, snodandosi lungo un percorso di 278 chilometri.
Durante la sua visita a Managua, dove ha incontrato il collega Samuel Santos López, il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha annunciato la disponibilità da parte di diverse società di Teheran a finanziare i lavori della nuova infrastruttura. Il progetto, dal valore di 50 miliardi, è stato affidato alla società cinese Hknd Group e lo scorso anno il governo del Nicaragua ha approvato il piano per la costruzione del canale. L’interesse dimostrato dall’Iran potrebbe dare una spinta all’inizio di questi lavori che da anni oramai sono rimandati.
Il nuovo canale è stato progettato per essere molto più grande e a dispetto del vecchio, per quanto appena allargato, permetterebbe il passaggio anche delle nuove portacontainer. Queste mega-navi però si muovono esclusivamente tra l’Europa e la Cina, passando per il Canale di Suez. I porti americani non sono, per il momento, ancora attrezzati ad accogliere in sé navi che abbiamo una capacità superiore ai 15 mila TEU.
Gian Enzo Duci, presidente nazionale di Ferderagenti, ha però affermato che il progetto rappresenterebbe la risposta a una domanda che non c’è, sarebbe quindi a suo dire un “esempio di eccesso di capacità in un settore che ha il suo problema più grande proprio nella sovraccapacità”. Sempre Duci ritiene che l’opera, in mancanza di una ragione economica alla sua creazione, potrebbe avere più che altro un significato geopolitico. Inoltre la sua concorrenza al Canale di Panama, porterà a un abbassamento del prezzo dei pedaggi.

