di Enrico Oliari –

La cancelliera tedesca Angela Merkel si è scagliata contro il proprio ministro allo Sviluppo, Gerd Mueller, il quale nei giorni scorsi è intervenuto sul canale televisivo pubblico ZDF affermando quello che in realtà sanno ormai tutti, ovvero che il Qatar è il bancomat dell’Isil.

“Un suggerimento – aveva detto Mueller – : chi finanzia queste truppe dell’isil? Il Qatar”. Mueller ha così completato la battuta del collega vicecancelliere e ministro dell’Economia Sigmar Gabriel, il quale era intervenuto in un dibattito ponendosi la domanda su chi finanzia il gruppo qaedista, cioè uno Stato, ma senza dare nessuna indicazione.

Quello che è certo è che l’Isil può contare su cospicui finanziamenti, tanto da potersi permettere armi di prim’ordine, compresi mezzi blindati, artiglierie anti-aereo e missili.

Fra il Qatar e l’Arabia Saudita è in corso un’aspra lotta per contendersi il ruolo di interlocutore con l’Occidente, un tempo di Riad e del Cairo, una guerra silenziosa giocata però sullo scacchiere dei paesi circostanti: è il Qatar ad essere dietro a gruppi come Ansar al-Sharia, Isil, Fratelli Musulmani, Ansar Dine ed oggi persino ad Hamas, mentre al-Nusra, gruppo jihadista attivo in Siria, è sostenuto dall’Arabia Saudita, tant’è che è in aperto scontro proprio con i miliziani dell’Isil.

Altrove, in Libia, in più occasioni i miliziani opposti ad Ansar al-Sharia hanno dato fuoco agli uffici della Qatar Airways ed hanno impedito l’atterraggio degli aerei della stessa compagnia; in Mali, nel maggio 2012, i secessionisti di Ansar Dine e del Mnla (poi trovatisi avversari) avevano proclamato l’effimera “Repubblica islamica dell’Azawad”, durata solo un giorno, ma subito riconosciuta proprio dal Qatar; in Egitto sempre il Qatar è stato il carburante dei Fratelli Musulmani di Mohammed Morsi ed oggi, dopo che in più occasioni sono state perquisite le sedi al Cairo della tv qatarina al-Jazeera e ne sono stati arrestati i giornalisti, i leader dei Fratelli Musulman non arrestati si trovano in esilio a Doha; il 20 agosto di quest’anno la monarchia del Qatar ha avvertito il leader di Hamas, Khaled Meshaal, che lì abita, che se avesse firmato le trattative in corso con Israele in Egitto, sarebbe stato espulso dal paese; sempre il Qatar ha stanziato oltre 500 milioni di dollari in aiuti umanitari a Gaza e 1.000 dollari ad ogni palestinese che ha perso la sua casa sotto i raid israeliani.

L’appoggio dato dal Qatar ai gruppi jihadisti e persino ad al-Qaeda (l’Isil è una branca del movimento guidato da Ayman al-Zawahiri) ha messo in un angolo l’Occidente, in quanto sono in essere fra Doha, Stati Uniti ed Europa, importanti legami commerciali, investimenti ed interessi finanziari.