di C. Alessandro Mauceri

Sono stati resi noti i risultati del rapporto sulla TBC, la tubercolosi, curato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La tubercolosi è una malattia batterica antica e mortale che colpisce più comunemente i polmoni. Per moltissimo tempo è stata curata con una terapia a base di antibiotici. Contrariamente a quanto pensavano molti. la TBC non è totalmente debellata, anzi, in molti paesi il numero dei contagiati (e dei morti) è in aumento.

Secondo l’OMS i nuovi casi di TBC sono passati a livello mondiale dai 9,6 milioni del 2014 a 10,4 milioni del 2015. Solo in quell’anno sono stati 1,8 milioni i morti per TBC, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Il tasso di mortalità è del 41%: circa quattro persone su dieci di quelle che avevano contratto la TBC sono morte senza che l’infezione venisse diagnosticata ne’ trattata adeguatamente. I dati sono confermati da Medici Senza Frontiere che ha accusato le autorità di fare scarso uso dei test rapidi necessari per rilevare la malattia e quindi intervenire prontamente. Spesso, ciò è dovuto alla mancanza di aiuti internazionali: molti paesi devono autofinanziare la ricerca e lo sviluppo di esami diagnostici rapidi, semplici e a buon mercato che possano essere utilizzati nel punto di cura per colmare il divario esistente il più velocemente possibile. “Il rapporto di quest’anno sullo stato mondiale della tubercolosi ci presenta un conto troppo alto e difficile da accettare: i paesi non riescono a diagnosticare e curare milioni di persone affette dalla malattia”, ha dichiarato Greg Elder, coordinatore medico della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di Medici Senza Frontiere. “I governi devono affrontare la realtà e rendersi conto che la tubercolosi non è una malattia confinata al 1800. Vediamo e trattiamo la tubercolosi nelle nostre cliniche ogni giorno, sappiamo che rappresenta una minaccia reale per tutti noi, a meno che non si cominci a diagnosticare e trattare tutti i casi”.

L’associazione aveva già lanciato l’allarme a marzo in occasione della giornata mondiale della TBC avvisando che la percentuale dei pazienti ai quali veniva diagnosticata per tempo questa malattia era solo il 2%. Una percentuale troppo bassa soprattutto se si pensa che oggi esistono strumenti per effettuare una diagnosi precoce e soprattutto medicinali per far fronte ai casi che risultassero positivi al test: lo dimostra il fatto che in alcuni paesi come Russia (Cecenia) e Armenia, dove ciò è stato fatto, il 75% e l’80% delle persone che hanno ricevuto una cura “rinforzata” dopo sei mesi non hanno manifestato più i segni della malattia.

In altri paesi invece, come confermato dal rapporto dell’OMS, l’assoluta carenza di strumenti sta causando un netto peggioramento: in India, i pazienti affetti da questa malattia sono passati da 2,2 milioni nel 2014 a 2,8 milioni nel 2015. Si tratta del valore più alto al mondo, circa un quarto del totale dei casi a livello internazionale. Anche in Indonesia i casi di TBC sono aumentati. Secondo i ricercatori in molti paesi la situazione è peggiorata a causa della sottovalutazione della malattia da parte delle autorità governative. La disparità di trattamento per le persone con tubercolosi resistente ai farmaci resta esageratamente alta: nel 2015 solo il 20% delle persone affetta da questa forma di tubercolosi ha ricevuto il trattamento necessario.

Lo scorso anno, commentando la diffusione della malattia, Mario Raviglione, direttore del Global TB Programme dell’OMS, aveva denunciato che “4.400 persone muoiono ogni giorno di tubercolosi, il che è inaccettabile in un’epoca in cui è possibile diagnosticare e curare quasi tutte le persone con la malattia”. E di queste circa il 10% erano bambini. Un anno dopo, il numero dei morti non è diminuito, anzi è sensibilmente aumentato.

Il Fondo Globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria, prevede di investire 119 milioni di dollari nei programmi contro la tubercolosi in India nel corso del 2016, ha riferito un portavoce del Fondo.