di Guido Keller –
Il consiglio dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea ha approvato il piano di “ricollocamento” di 120mila profughi sbarcati in Italia e Grecia preparato il giorno prima dagli ambasciatori.
La novità tuttavia non sta tanto nel numero, di per sé esiguo, di individui da ridistribuire in tutti i paesi dell’Unione Europea, bensì nell’approvazione a maggioranza di un piano che interessa tutta l’Unione, rompendo così la consuetudine dell’approvazione all’unanimità. Contro hanno infatti votato Ungheria, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca, mentre la Finlandia si è astenuta.
Per quanto, come ha spiegato il primo vicepresidente della Commissione Ue Franz Timmermans, “la decisione sia vincolante per tutti” e “nessuno potrà rifiutare il numero di rifugiati che gli sono stati assegnati”, è così sorto un importante precedente che può tradursi in un futuro di screzi e di tensioni tra i paesi dell’Unione.
L’opposizione al piano di ricollocamento ha fatto infuriare il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il quale da Bruxelles, dove era ospite alla conferenza annuale “EU Budget Focused on Results”, ha dichiarato che “A volte mi chiedo se i cittadini libanesi, il 25 per cento della popolazione libanese sono rifugiati, se i giordani, che hanno 600mila rifugiati… capiscono quello di cui stiamo discutendo qui. 120mila! Siamo ridicoli! Vista la dimensione del problema”.
Nello specifico saranno Italia e Francia a beneficiare del ricollocamento di 120mila profughi nei vari paesi dell’Ue, dopo che l’Ungheria ha rinunciato alla sua parte di 54mila.
Il ministro dell’Interno spagnolo Jorge Fernandez Diaz ha spiegato che nel primo anno la redistribuzione riguarderà 66mila profughi, nel secondo anno 54mila, ma va detto che le stime dell’Ocse, comunicate ieri in un rapporto, parlano di crisi “senza precedenti”, che potrebbe portare nel solo 2015 un milione di richiedenti asilo in Europa, “con un costo umano spaventoso e inaccettabile”.
Italia e Grecia per usufruire del sistema di ricollocamento dovranno implementare le strutture di identificazione e di registrazione, in collaborazione con le agenzie Ue competenti.
Dopo l’incontro il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha parlato di “Obiettivo centrato. Abbiamo ottenuto quello che volevamo”, anche se “la piccola nota amara è il biennio di ritardo”.
Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa anche dai ministri di Germania Thomas de Maiziere e di Francia, Bernard Cazeneuve, i quali hanno fatto notare che “il motore franco-tedesco funziona” ed ha portato a una “travolgente maggioranza”.
Mentre era in corso il vertice dei ministro dell’Interno si sono avuti nuovi scontri fra i migranti e la polizia in Croazia, nel villaggio di Opatovac, dove ad alcuni richiedenti asilo è stato impedito l’accesso al centro di accoglienza per la registrazione, per cui ne è nata una protesta.

