TMNews, 22 giu 12 –

A questo punto la conclusione salta all’occhio: se la vanno a cercare. Ai macedoni non basta l’annosa controversia del nome che avvelena i rapporti con la Grecia e di fatto blocca il cammino verso l’Ue della repubblica ex jugoslava, ora hanno iniziato anche una poco utile guerra delle statue. Lo racconta oggi Radio Free Europe/Radio Liberty. Hanno cominciato erigendo una gigantesca statua di bronzo di Alessandro Magno, provocando la solita furia ellenica. Gli è che la Grecia rivendica la paternità culturale del grande conquistatore, che il paese ex jugoslavo considera suo (anche se formalmente deve chiamarsi Fyrom, Former Yugoslav Republic of Macedonia). La disputa sul nome sta avendo effetti pratici importanti sullo stesso sviluppo del paese. La Grecia blocca ogni tentativo di proiezione di Skopje nei forum internazionali in cui ha diritto di veto. E, così, niente percorso d’integrazione nell’Ue per la Macedonia, mentre la speranza di entrare nella Nato è stata frustrata nell’ultimo summit, in primavera, a Chicago.

Poi, come se non bastasse, a Skopje hanno voluto onorare anche il padre di Alessandro, Filippo il Macedone. Naturalmente, ad Atene non hanno gradito. L’ultima, però, sta facendo infuriare non i greci, ma gli albanesi e i kosovari. Nel distretto di Centar della capitale hanno annunciato la costruzione di una statua alta 30 metri di madre Teresa di Calcutta, proprio vicino a quella di Alessandro. Madre Teresa, al secolo Agnes Gonxha Bojaxhiu, nacque nel 1910 a Skopje, quando ancora si chiamava Uskup ed era parte dell’Impero ottomano. Ma la sua famiglia veniva da Shkoder, che è ora in Albania. Tutti e due i genitori erano nati in Kosovo. Comunque lo spiritaccio macedone sembra pronto a colpire ancora. Rfe/Rl scrive che quello stesso quartiere, Centar, sarebbe pronto a modificare il suo nome in Alexandria. Che vuol dire agitare un panno rosso di fronte al toro.