di Valentino De Bernardis –
Ennesimo giro di poltrone in Madagascar. Il segretario generale della presidenza, Roger Ralala, ha reso nota l’approvazione del decreto n° 2016-250, che affida l’incarico di formare il nuovo governo al ministro degli interni uscente Olivier Mahafaly Solonandrasana. La scelta è giunta a meno di quarantotto ore dalle dimissioni del precedente gabinetto guidato da Jean Ravelonarivo, in un susseguirsi di annunci e smentite, che hanno fatto precipitare il paese nel caos politico.
L’alternanza alla guida del Madagascar ha raggiunto il carattere del grottesco sin da venerdì pomeriggio, quando il presidente della repubblica Hery Rajaonarimampianina annunciava di aver accettato le dimissioni presentate dal primo ministro Ravelonarivo, mentre questi negava di averle mai presentate, e anzi facendo intendere di essere stato coattivamente rimosso dal proprio mandato. Una modalità operativa adottata anche nei confronti dell’ex primo ministro Roger Kolo, che trovatosi davanti al fatto compiuto, nel gennaio 2015 è stato forzato a rassegnare le dimissioni dall’incarico. Anche in quel caso, come contro Kolo, l’accusa mossa nei confronti del primo ministro è di inerzia politica, a cui necessitava imprimere un cambio di marcia al percorso riformatore intrapreso, e rilanciare la ripresa economica.
La celerità con cui si è provveduto alla designazione di Solonandrasana scongiura la possibilità di un eventuale vuoto di potere, che avrebbe potuto mettere in difficoltà il processo di ricostruzione delle istituzioni democratiche intraprese nel 2013.
Quello che però non è stato possibile prevenire è l’ennesimo scontro tra le diverse cariche dello Stato, che vede il presidente Rajaonarimampianina protagonista in negativo. Il suo attivismo politico, impegnato ad agire sempre al limite del proprio mandato secondo quanto prescritto dalla costituzione, già lo scorso anno era stato motivo di un lungo braccio di ferro con il parlamento, conclusosi con una richiesta bipartisan di messa in stato di accusa, poi respinta dall’Alta Corte Costituzionale (HCC) nel mese di giugno con una controversa sentenza (n°24-HCC/D3) che ha lasciato un lungo strascico di polemiche.
Alla defenestrazione di Ravelonarivo, in linea con quanto prescritto dalla costituzione (art. 54) i diversi soggetti politici presenti in parlamento hanno proposto alla presidenza della repubblica una rosa di nomi, quattordici, tra cui individuare il successore. Nonostante la lista comprendesse personaggi di rilievo politico-economico come l’ex presidente Marc Ravalomanana (sostenuto fortemente del partito Tiako I Madagasikara-TIM), oppure il popolare imprenditore Eric Rajaonary (amministratore delegato della Guanomad), il presidente Rajaonarimampianina ha preferito adottare la linea della continuità programmatica preferendo scegliere una personalità espressione del governo uscente. Cambiare per non cambiare, una linea politica che sta contraddistinguendo la presidenza Rajaonarimampianina, come nel già citato passaggio di consegne da Kolo a Ravelonarivo, il cambio di governo si è risolto in un semplice rimescolamento interno, con l’ingresso di otto nuovi ministri e ben ventidue riconfermati, o affidati a differenti dicasteri. Si rimane in attesa di scoprire quali saranno i nomi della nuova compagine governativa, e quanti saranno i nomi nuovi chiamati a traghettare il paese fino alle elezioni generali del 2018, sperando in ultimo che questi riusciranno ad ottenere il supporto di una solida maggioranza in parlamento.
Se qui rimangono sospese le implicazioni politiche del cambio di governo malgascio, bisogna capire quali saranno quelle a livello economico. L’ultima missione del Fondo Monetario Internazionale (IMF) ad Antananarivo (2-11 marzo 2016) ha sottolineato il percorso virtuoso intrapreso dal paese con una crescita economica superiore alle aspettative trainata principalmente dal settore turistico e dagli investimenti pubblici, sotto l’impulso dei donatori internazionali.
Un quadro macroeconomico positivo, indebolito però da una instabilità politica, di cui il cambio di governo dello scorso fine settimana, rappresenta solo l’ultimo tassello in ordine cronologico.
@debernardisv
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