di C. Alessandro Mauceri –

Spenti i riflettori del COP21 di Parigi, nessuno ha più voglia di parlare di ambiente ne’ di disastri ambientali. Come quello che, in questi giorni, sta avvenendo in Malesia, dove a Kuantan, capoluogo dello stato di Pahang, tutto si sta tingendo di rosso a causa delle fuoriuscite dalle miniere di bauxite da cui si ricava l’alluminio. L’estrazione di questo minerale nell’ultimo anno è decuplicata e a causa anche della scarsità di precipitazioni piovose, sta colorando tutto: città, palazzi, strade e fiumi sono ricoperti di rosso. Con conseguenze terribili: “La terra non potrà essere utilizzata per molto tempo, compresi i campi agricoli – ha detto l’ingegnere Muzamir Hasan – in quanto non è più fertile. Il processo per risanare il terreno recuperando i minerali e le sostanze nutritive richiederà molto tempo. Stesso discorso per il suolo dedicato all’edilizia. Ci vorrà molto tempo prima che la struttura del terreno torni forte e compatta come prima. La cosa più preoccupante è la presenza di ammassi di terra che è stata estratta in prossimità di aree residenziali. Può causare frane e colate di fango, se piove pesantemente”.

Negli ultimi anni, la mancanza di regolamenti e leggi che ne regolassero l’estrazione e la domanda sempre maggiore hanno fatto sì che le attività estrattive aumentassero a dismisura. Solo lo scorso anno la Malesia ha esportato in Cina più di 20 milioni di tonnellate di bauxite. E in breve le conseguenze per l’ambiente e per la salute delle persone hanno cominciato a manifestarsi: gravi malformazioni e l’insorgere di malattie della pelle e anche i casi di tumore sono in aumento.  Secondo gli esperti si tratta di un disastro ambientale senza precedenti con chilometri di mari, fiumi e coste ricoperti da una coltre color ruggine.

Il governo ha cercato di correre ai ripari ma non senza difficoltà, viste le pressioni esercitate dalle imprese e i proventi di un’attività sempre più redditizia che si scontrano la necessità di prendersi cura della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Una situazione resa ancora più grave dal diffondersi di casi di estrazioni incontrollate e fuorilegge. La Malaysian Anti-Corruption Commission (MACC) ha ricevuto diverse denunce relative ai problemi di inquinamento derivanti dall’estrazione incontrollata di bauxite a Pahang dove le acque al largo di Kuantan, all’inizio di gennaio, sono diventate rosse a causa della fuoriuscita del minerale di scarto. “Sulla base delle denunce, MACC ha scoperto situazioni di corruzione da parte di certi ambienti coinvolti nelle attività di estrazione di bauxite” ha riferito la Commissione. “Non esiteremo ad agire contro coloro che sono coinvolti in questo scandalo e abusano dei loro poteri”.

Per cercare di arrestare o almeno di ridurre l’impatto sull’ambiente, il ministro dell’Ambiente malese ha annunciato uno stop di tre mesi per tutte le attività estrattive di bauxite nel distretto di Pahang. Un lasso di tempo che molti giudicano, però, assolutamente insufficiente per far fronte all’ennesimo disastro ambientale legato allo sviluppo industriale. L’ennesimo disastro di cui molti media hanno preferito non parlare.