Adnkronos/Aki, 28 ago 12 –
La comunita’ cristiana del nord del Mali e’ in fuga dalla regione, controllata da mesi dai gruppi islamici fondamentalisti che stanno applicando in modo sempre piu’ sistematico le pene corporali previste dalla loro interpretazione integralista della sharia. A lanciare l’allarme e’ il quotidiano algerino ‘El Khabar’, che ha intervistato alcuni cittadini cristiani fuggiti da Gao e rifugiatisi nella localita’ di Bordj Badji Mokhtar, vicino al confine con il Mali. Molti dei cristiani che vivono nel nord del Mali, dichiarato indipendente il 6 aprile dai ribelli tuareg laici e poi finito nelle mani dei movimenti salafiti, erano originari di altri Paesi dell’Africa occidentale e hanno fatto ritorno alle loro case. Quelli autoctoni, invece, hanno preso la via dei campi profughi in Algeria e Mauritania, che ospitano decine di migliaia di rifugiati e sfollati a causa del conflitto dei mesi scorsi e ora in fuga dalle violenze degli islamici. In tutto, si tratta di un esodo di 160-180mila persone.
“La situazione non era piu’ sostenibile. Dopo la guerra, i gruppi armati hanno preso il controllo della regione e ora la loro principale occupazione e’ imporre la loro dottrina agli abitanti, che hanno perso totalmente la liberta’ e il diritto a una vita dignitosa”, ha spiegato Mama, cristiana maliana che un mese fa e’ fuggita in Algeria assieme al figlio neonato, dopo che la vicina e’ stata ‘punita’ per aver organizzato una festa di matrimonio. “La paura ci attanaglia”, ha aggiunto. La testimonianza di Mama e’ confermata da un altro rifugiato a Bordj Badji Mokhtar, il quale ha spiegato a ‘El Khabar’ che “i cristiani nel nord del Mali stanno continuamente col fiato sospeso e tra essi vi e’ chi ha deciso di abbandonare la propria religione dopo aver visto l’inferno con i propri occhi”.
“L’estremismo, dal quale non si salvano nemmeno i musulmani, ha spinto molti cristiani locali a preferire la fuga, soprattutto in Mauritania e Algeria”, ha sottolineato il testimone, coperto da anonimato. Secondo la fonte, il gruppo tuareg salafita Ansar Eddine “ha avuto il via libera dell’emiro Belaouar (leader di al-Qaeda nel Maghreb Islamico nell’area sahariana, ndr) per applicare pene corporali contro chiunque sia ritenuto ostile alla sua dottrina”. L’uomo ha anche detto di aver assistito di persona alla “lapidazione a morte di una persona con l’accusa di fornicazione e alla fustigazione di presunti spacciatori di droga. Una donna che non indossava il velo – ha proseguito – e’ stata picchiata e il suo neonato buttato a terra”. Tutto questo, ha concluso, “senza che la gente potesse reagire”.

