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Sembrava che l’elezione di Ibrahim Boubacar Keita alla carica di presidente avesse in qualche modo segnato la conclusione del tempestoso periodo del Mali in cui nel breve spazio di tempo si è pressato un colpo di stato, la guerra per la secessione dell’Azawad, le azioni contro i gruppi jihadisti dell’Ansar Dine e di al-Qaeda Aqmi e l’intervento francese.

Dopo l’attentato di due giorni fa a Timbuctù, in cui sono morti i due kamikaze e due civili, oggi sono ripresi gli scontri armati nel nord del paese, a Kidal , fra i militarti dell’esercito regolare e i guerriglieri dell’Movimento per la liberazione dell’Azawad (Mnla).

Il 26 agosto 2012 i secessionisti del Mali, i tuareg del Mlna, al-Qaeda Aqmi e Ansar Dine, avevano proclamato l’effimera (è durata solo un giorno) Repubblica islamica dell’Azawad e subito il Qatar e l’Iran si erano detti disponibili a dare il proprio riconoscimento alla nuova nazione.