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Alcuni uomini armati hanno attaccato con granate l’hotel Radisson di Bamako, capitale del Mali, sequestrando 140 clienti e una trentina di impiegati.
Una fonte della sicurezza ha riferito che “E’ successo nelle prime ore del mattino al settimo piano: jihadisti hanno sparato nel corridoio. Lo scopo era di prendere degli ostaggi”: tra le persone rapite potrebbe esservi personale delle Nazioni Unite e dell’Air France, che solitamente risiede nella struttura alberghiera. Gli stessi terroristi sarebbero entrati nell’hotel con un’auto con targa diplomatica. Testimoni avrebbero sentito il grido “Allah akbar”; l’attacco è stato rivendicato dal gruppo qaedista al-Mourabitoun. Si è poi appreso che i terroristi hanno liberato gli ostaggi che hanno dimostrato di conoscere il Corano.
Verso mezzogiorno vi è stato poi un blitz delle forze maliane e statunitensi che hanno permesso la liberazione di quasi tutti gli ostaggi, ma un peacekeeper delle Nazioni Unite, citato dall’emittente Abc, ha riferito che nell’assalto sono morte almeno 27 persone i cui cadaveri sono stati ritrovati all’interno dell’edificio. Citato a condizione di anonimato, il peacekeeper ha detto di aver visto 12 corpi al piano terra dell’hotel e altri 15 al secondo piano. Secondo fonti ufficiali il bilancio delle vittime è di 18 morti, tra i quali e terroristi.
La situazione politica in Mali è stata ricomposta nel 2013 grazie all’intervento della Francia, dopo che il Mnla (Movimento del la liberazione dell’Azawad), al-Qaeda Aqmi, Ansar Dine e il Mujao (Movimento per l’unicità e il jihad nell’Africa occidentale) hanno tentato la secessione del nord del paese, di fatto ancora in mano a loro.
L’ultima azione terroristica è del 7 marzo marzo 2015, quando un uomo armato è entrato nel ristorante La Terrasse, nel quartiere dell’Hippodrome della capitale, uccidendo cinque persone fra le quali tre europei.

