Ansa, 31 gen 13 –

I tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) smentiscono ”formalmente”, in un comunicato, di agire a Kidal, nel nord del Mali, a fianco del Movimento islamico dell’Azawad (Mia), gruppo dissidente dei fondamentalisti di Ansar Dine. Nei giorni scorsi uno dei dirigenti del Mia, Mohamed Ag Aharib, aveva annunciato che i due gruppi avevano deciso di unire le loro forze a Kidal per impedire l’ingresso in citta’ dell’esercito maliano, accusato dai tuareg di rappresaglie contro i civili. ”Le uniche forze presenti a Kidali sono quelle francesi dell’operazione Serval e le truppe dell’Mnla. Non c’e’ nessun’altra forza presente a Kidal”, precisano invece i tuareg nella nota, denunciando la ”nuova campagna di denigrazione” che li affianca al Mia e rivendicando di essere stati gli unici nel nord del Mali a combattere ”la coalizione terroristica di Mujao, Aqmi e Ansar Dine prima dell’arrivo delle truppe francesi”.

”Le forze francesi sono a Kidal e tengono l’aeroporto. In attesa che, insieme ad altre forze africane, possano mettere in sicurezza la citta”’. Lo ha affermato il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, parlando alla radio France Inter. ”Le condizioni meteorologiche hanno determinato che il resto delle forze ci metteranno un po’ piu’ di tempo ad arrivare, ma questo fa parte dei rischi del deserto”, ha aggiunto, in riferimento alla tempesta di sabbia che ieri ha ostacolato i movimenti, precisando che comunque i soldati ”non sono insabbiati”.

Le prime tre settimane di operazioni militari francesi in Mali sono costate ”attorno ai 50 milioni di euro” alle casse dello Stato, ha detto oggi il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Interrogato sui costi della guerra, Le Drian ha detto ai microfoni di France Inter che ”e’ un po’ troppo presto per dirlo”, ma ha aggiunto che ”nel bilancio della Difesa, c’e’ ogni anno un capitolo, la ‘linea Opex”’, per le operazioni all’estero, ”che e’ di 630 milioni di euro e che consente di impiegare delle forze in circostanze del genere”. ”Oggi – ha aggiunto il ministro – si puo’ considerare che l’ammontare sia intorno ai 50 milioni di euro, essenzialmente legati a questioni logistiche”.