TMNews, 22 ott 12 –

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi replica oggi con un tweet al Giornale sul caso dei marò, i due marinati italiani trattenuti in India dallo scorso febbraio: “L’Ue conferma sostegno a Italia e massima priorità al caso”, ha scritto il capo della diplomazia italiana, aggiungendo che il governo è “sempre al lavoro per riportarli a casa”. Nel messaggio Terzi allega un link che rimanda a un comunicato della Farnesina in cui Michael Mann, portavoce dell’alto rappresentante per l’Europa Catherine Ashton, risponde alle accuse mosse ieri da un articolo del quotidiano diretto da Sallusti.

Nel comunicato, che porta la data del 21 ottobre (e che è stato citato in parte oggi dal Giornale), si sottolinea che l’Unione europea “sostiene pienamente il governo italiano” nella vicenda di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre e continua a dare “la massima priorita” al caso nei suoi contatti con gli omologhi indiani. A parlare è il portavoce dell’Alto rappresentante Ue Catherine Ashton, Michael Mann, che ha espresso “sorpresa e disappunto” per la ricostruzione fatta ieri dal Giornale, secondo il quale l’ Europa avrebbe “scaricato” i marò. Ieri “Il Giornale” ha citato una lettera inviata dal servizio diplomatico europeo al gruppo Facebook “Ridateci i nostri leoni”, che conta circa 70mila iscritti, che sollecitava un intervento di Bruxelles. Nella risposta, ha scritto il quotidiano milanese, l’Europa aveva preso le distanze, sostenendo che un intervento dell’Ue non sarebbe stato appropriato “in una questione che riguarda la competente istanza giudiziaria di uno stato estero”.

Bruxelles ha replicato così ieri all’interpretazione data dal Giornale: “La lettera – ha spiegato Mann – ribadisce i numerosi sforzi che l’Alto Rappresentante e il servizio diplomatico europeo hanno intrapreso a sostegno del governo italiano per risolvere la controversia, anche in relazione alle norme internazionali che regolano tali situazioni”. Se il riferimento all’istanza giudiziaria all’esame della corte “sottolinea semplicemente la necessità di consentire che le procedure giudiziarie abbiano il loro corso”, nella frase finale della lettera si sottolinea che l’Unione europea “continua a dare la massima priorità al caso nei nostri contatti con i nostri omologhi indiani”.