di Enrico Oliari –

Nell’attesa (e sarà lunga) che arrivi al dunque il Tribunale internazionale del Mare invocato da Italia e India sul caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, l’Italia continua a lavorare per portare a casa il fuciliere Girone, ancora ia Nuova Delhi, e di trattenere Latorre, il quale si trova in Italia per cure mediche a seguito dell’ictus accadutogli il 31 agosto 2014. In gennaio Anil R. Dave, presidente dei tre giudici della Corte costituzionale, aveva sentenziato che “Noi permettiamo che Latorre rimanga in Italia fino al 30 aprile per motivi di salute”.

Alla prima seduta della Corte arbitrale tenutasi in mattinata e presieduta dal giudice russo Vladimir Golitsyn, la parte italiana, rappresentata dall’ambasciatore Francesco Azzarello, ha fatto notare che l’iter processuale potrebbe durare altri quattro anni, tant’è che il tempo dato dalla Corte a India e Italia per presentare le proprie deduzioni e controdeduzioni scadrà nel febbraio 2018. Per cui Girone potrebbe rimanere “detenuto a Delhi senza alcun capo d’accusa per un totale di sette-otto anni”, cosa che determinerebbe una “grave violazione dei suoi diritti umani” nei confronti di una persona costretta “a vivere a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, con due figli ancora piccoli, privato della sua libertà e dei suoi diritti. Il danno ai suoi diritti riguarda l’Italia, che subisce un pregiudizio grave e irreversibile dal protrarsi della sua detenzione, e dell’esercizio della giurisdizione su un organo dello Stato italiano”.

Azzarello ha quindi insistito che il militare italiano “sia autorizzato a tornare a casa fino alla decisione finale” dell’arbitrato, e non sia trattenuto in india per una questione di garanzie, dal momento che “L’Italia ha già preso, e intende ribadirlo nel modo più solenne, l’impegno di rispettare qualsiasi decisione di questo Tribunale, anche quella di riportare Girone in India” se la Corte di Amburgo stabilirà che sarà la magistratura indiana a dover procedere nei confronti dei marò.

Ha poi ricordato che i marò che i due militari godono dell’immunità in quanto impegnato in una missione internazionale, mentre l’India “non ha rispettato nemmeno il principio basilare del giusto processo”, cioè quello di “formulare un capo d’accusa”.

I due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di omicidio in quanto il 15 febbraio 2012 avrebbero, stando alle accuse, sparato dalla petroliera Enrica Lexie uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati: si trattava del conduttore Valentine Gelastine e del pescatore Ajesh Binki, morti mentre gli altri nove membri dell’equipaggio dormivano.

Sempre in Europa ma a Bruxelles è invece in corso il vertice Ue-India, che vede il paese orientale da quasi un miliardo di abitanti tentare di aprire un accordo di libero scambio con il Vecchio continente. L’Ue intende sollevare con il premier indiano Narendra Modi la questione dei marò e quelle di 6 guardie britanniche e 14 estoni condannate a pene detentive in India.