di Belkassem Yassine –
RABAT. Re Mohammed VI del Marocco, accompagnato dal principe ereditario Moulay El Hassan e dal principe Moulay Rachid, ha presieduto a Rabat l’apertura della prima sessione del quinto anno legislativo della nona legislatura. Nell’occasione il sovrano ha “notato con una immensa soddisfazione la partecipazione massiccia degli abitanti delle province del sud nelle ultime elezioni”, cosa che costituisce una “ulteriore prova democratica dell’attaccamento della popolazione del Sahara all’integrità territoriale e al sistema politico del loro paese”. “Questa partecipazione – ha detto il monarca – indica la loro volontà d’inserimento nelle istituzioni nazionali”. Secondo il sovrano la legittimità popolare e democratica acquisita dagli eletti liberalmente scelti fa di loro una vera rappresentanza delle popolazioni del Sahara marocchino, contrariamente ad una minoranza che risiede fuori-patria e che tenta illusoriamente e senza alcun fondamento giuridico di autoproclamarsi rappresentante di queste popolazioni.
Nello stesso discorso Mohammed VI ha ribadito che il Parlamento deve essere uno specchio che riflette le preoccupazioni dei cittadini ed uno spazio per il dialogo serio e responsabile intorno a tutte le grandi di questioni nazionali. Il sovrano ha rimarcato che “appartiene agli eletti ed ai partiti politici l’assunzione di l’incarico eminentemente importante di rappresentare i cittadini, sia onorando le loro promesse verso gli elettori, sia prodigandosi a rispondere alle loro pressanti preoccupazioni”, precisando che si tratta di “una responsabilità nazionale che esige che ciascuno sia all’altezza di questo momento storico nella vita del nostro paese”.
Il sovrano ha tuttavia ricordato di aver già fatto notare dalla stessa tribuna del Parlamento, che “il discorso politico non si alza sempre al livello delle ispirazioni del cittadino”, attirando l’attenzione sul fatto che “la tendenza alle lotte marginali si fa sempre a scapito delle questioni pressanti e delle preoccupazioni reali dei cittadini”. “Ciò suscita il malcontento popolare concernente l’azione politica in generale e porta il cittadino a disinteressarsi del vero ruolo del Parlamento”.
L’anno legislativo in corso si trova davanti a numerose sfide e necessita un lavoro serio e un patriottismo sincero per completare l’attuazione delle istituzioni nazionali che devono essere al servizio dei cittadini; in questo contesto ha invitato al “consenso costruttivo su tutte le grandi questioni della nazione”, rigettando gli arrangiamenti negativi con i quali si cerca di soddisfare i personalismi e gli obiettivi di categoria, a scapito degli interessi della nazione e dei cittadini.
Re Mohammed VI ha invitato inoltre ad accelerare l’adozione dei progetti di leggi organici ed a conformarsi alle disposizioni dell’articolo 86 della Costituzione che fissa il termine dell’attuale legislatura come scadenza per sottoporre i progetti di legge organici all’approvazione del Parlamento.
Evidenziando l’importanza del lavoro che aspetta il governo ed il Parlamento visto l’estrema sensibilità dei progetti di testi giuridici che saranno sottoposti, il sovrano ha precisato che le grandi questioni nazionali esigono dalla maggioranza e dall’opposizione, come dal governo e dal Parlamento, di far prevalere lo spirito di consenso costruttivo e di allontanarsi dalle polemiche politiche.
Ha ricordato infine a titolo d’esempio i progetti di leggi organiche relative all’attuazione dell’ufficialità del lingua amazighe, l’istituzione del Consiglio nazionale delle Lingue e della Cultura marocchina, il riconoscimento del diritto di sciopero e l’istituzione del Consiglio di Reggenza, il Sovrano s’è interrogato “perché vi sono leggi che non sono state aggiornate a quattro anni dall’adozione della Costituzione? Che cosa aspettiamo per mettere a posto le nuove istituzioni create dalla Costituzione?”. A questo proposito, sono state citate le istituzioni di difesa dei diritti dell’Uomo e di controllo, il Consiglio consultivo della Famiglia e dell’Infanzia ed il Consiglio consultivo della Gioventù e dell’Azione associativa.

