di Belkassem Yassine –
E’ in corso a Dakhla, in Marocco, la 27ma sessione e seconda edizione del Forum Crans Montana (Fcm) con il tema “L’Africa e la cooperazione Sud-Sud: una migliore gouvernance per uno sviluppo economico sociale e sostenibile”. Vi partecipano un migliaio di rappresentanti di istituzioni di cui 850 stranieri provenienti da 131 Stati, e i rappresentanti di 27 ong regionali e internazionali; 41 provengono da paesi africani, 35 da asiatici, 23 americani e 32 europei. Il programma è incentrato sullo scambio e sul dibattito sull’Africa, il suo sviluppo, il suo futuro e la cooperazione Sud-Sud.
Per gli organizzatori la scelta della tematica non è a caso: “Siamo a Dakhla, una città del sud del Marocco, che è oggi esempio di un modello di sviluppo e di gouvernance costruito su concetti ed approcci interamente innovatori”, spiega Jean Paul Carteron, presidente-fondatore del Fcm, il quale ha spiegato che i partecipanti convengono che il principale obiettivo sia quello di proseguire un dialogo aperto e costruttivo tra grandi attori della politica e dell’economia mondiale.
Carteron ha poi spiegato che “la scelta per questa città è dovuta al rapporto di amicizia con il re del Marocco, paese questo che non cessa di superare le sfide nei momenti più difficili”, e che “Siamo convinti che al termine di questi giorni, i partecipanti del forum sappiano nuovamente portare la voce di Dakhla ai quattro angoli del mondo”.
Aprendo i lavori Pierre Emmanuel Quirino di Fcm ha detto che “Se siete qui oggi, non è per un caso. Siete qui perché c’è un paese, il Marocco, che mantiene la sua linea guida in materia di progresso e sicurezza – aggiungendo che “per la sua posizione strategica quale hub economico africano che collega il Magreb e l’Africa subsahariana, e per la qualità delle sue infrastrutture e dei suoi progetti in corso, Dakhla rappresenta un vero laboratorio per l’Africa di domani”.
Il re Mohammed VI ha ribadito che il suo paese fa della cooperazione sud-sud, asse fondamentale della sua politica estera e in linea con le azioni nel campo internazionale volte a realizzare programmi concreti per lo sviluppo e il benessere delle popolazioni del sud del mondo nei settori economici, sociali, culturali, ambientali e religiosi.
Il sovrano ha insistito sul fatto che la cooperazione sud-sud deve trovare concretezza, poiché “L’Africa è chiamata ad assumere il ruolo di partner centrale della cooperazione internazionale e non quello di semplice oggetto di questa cooperazione o di posta in gioco per altri attori, e l’Africa non deve essere guardata come fronte di fragilità, bensì come attore principale di sviluppo”.
Tra il pubblico sono presenti gli ex ministri francesi Claude Guéant e Rachida Dati, i figli dei presidenti di Sud Africa e Nigeria, il noto reverendo Jesse L. Jackson e il presidente bosniaco Mladen Ivanic.
Tra i temi sul tavolo, oltre alla sicurezza alimentare e al ruolo della cooperazione regionale in materia di sanità pubblica, c’è anche l’organizzazione della COP22, la conferenza internazionale sul clima che il prossimo novembre sarà ospitata da Marrakech. Il forum guarda anche all’Africa del futuro in tema di energie alternative e di sicurezza.
I lavori si concluderanno il 22 marzo.

