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La cellula di jihadisti sgominata dalle autorità marocchine il 18 febbraio, di cui era stata data notizia il 21 febbraio, stava per colpire con armi batteriologiche. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno di Rabat, riportando in un comunicato che “Alcune delle sostanze sequestrate sono classificate dalle organizzazioni internazionali specializzate in sanità come appartenenti alla categoria delle armi batteriologiche, pericolose per la loro capacità di paralizzare e distruggere il sistema nervoso e causare la morte”. “I membri della cellula terroristica – continua la nota – avevano preparato queste sostanze mortali con l’obiettivo di usarle per i loro progetti all’interno del regno”.

Lo smantellamento di questa rete, di cui facevano parte 10 elementi che si muovevano a Essaouira, Meknes e Sidi Kacem, ha avuto luogo sulla base di “informazioni precise”. Tra gli arrestati un cittadino francese.

Rabat ha fatto sapere che dal 2002 sono state sgominate nel Paese 152 cellule terroristiche, 31 solo negli ultimi due anni. Sarebbero invece 1,200 i foreign fighter che dal Marocco si sono recati negli ultimi 18 mesi in Siria e in Iraq per raggiungere le file dell’Isis.