di Belkassem Yassine –

RABAT. Re Mohammed VI del Marocco ha inaugurato a Rabat l’Istituto “Mohammed VI” di formazione degli Iman “morchidates e morchidines” (marocchini e stranieri, ndr.), un progetto pilota che vuole testimoniare la diffusione religiosa nel regno ed il suo attaccamento ai precetti fondamentali dell’Islam.

Il nuovo istituto, destinato ad accogliere gli iman marocchini, arabi, africani ed europei, è l’espressione del ruolo supremo di Imarat al-Mouminine del re, garante della pratica religiosa dell’Islam autentico, tollerante ed aperto, basato sul dogma Achaarita, il rito malekita ed il sufismo sunnita.

Oltre che per preservare la serenità spirituale dei marocchini e l’unità del rito malekita, questo stabilimento dovrà accompagnare il regno nel suo partenariato con i paesi africani, particolarmente dopo la decisione del sovrano di rispondere favorevolmente alle richieste della formazione in Marocco di imam e di predicatori originari sia da paesi africani come Tunisia, Mali, Guinea Conakry o la Costa d’Avorio, sia da paesi europei, come la Francia e il Belgio. Anche la comunità marocchina musulmana in Italia auspica prendere parte a questa formazione .

L’Istituto Mohammed VI, tecnicamente realizzato dal ministero degli Habous e degli Affari islamici, assicurerà grazie ad un staff pedagogico e amministrativo di alto livello le formazioni ideali che permetteranno agli studenti iscritti di svolgere le loro missioni di inquadramento e di predicazione.

La formazione degli imam è un pilastro della strategia marocchina contro l’estremismo religioso e il terrorismo.