di Giuliano Bifolchi *-
Continua la visita del presidente Sergio Mattarella in Etiopia, la prima di un capo di Stato italiano dopo 20 anni nel paese africano. Nella giornata di ieri sono avvenuti gli incontri con il presidente etiope Mulatu Teshome ed il primo ministro Hailemariam Desalegn.
Durante l’incontro con il presidente etiope, Mattarella ha dichiarato che l’Italia supporta la candidatura dell’Etiopia per un posto non permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che le due parti hanno discusso tale candidatura ed il sostegno italiano motivato dal ruolo del paese africano nel combattere il terrorismo e mantenere la pace e la stabilità nella regione.
Analizzando gli aspetti economici, Mattarella ha informato i media che l’Italia fornirà assistenza tecnica e know how all’Etiopia per migliorare la qualità del suo export e la sua competitività all’interno del mercato europeo. L’Italia invierà inoltre esperti nei settori dell’educazione, della lavorazione agricola e manifatturiera.
Mulatu Teshome ha invece concentrato l’attenzione sulla cooperazione tra Etiopia ed Italia la quale ha registrato una crescita nelle sfera economica, politica, sociale e culturale. Il presidente etiope ha inoltre ringraziato l’Italia per il suo significativo coinvolgimento e cooperazione nello sviluppo dello Stato etiope.
Durante l’incontro con il premier etiope grande attenzione è stata data alle ottime relazioni esistenti tra i due paesi le quali, secondo quanto auspicato da Desalegn, dovrebbero portare ad un rafforzamento maggiore delle partnership per quel che riguarda il business e gli investimenti.
Mattarella invece ha continuato a ribadire l’importanza del ruolo dell’Etiopia nella promozione della pace e sicurezza regionale; il governo di Addis Adeba sta infatti effettuando un grande lavoro e sforzo nello stabilizzare paesi come la Somalia ed il Sud Sudan e nell’accogliere un numero sempre maggiore di rifugiati, elementi che spingono l’Italia a lavorare congiuntamente con l’Etiopia per quel che riguarda il problema dei fenomeni migratori.
La visita del presidente Sergio Mattarella e della delegazione italiana in Etiopia mette in risalto i rapporti italo-etiopi e lo spiccato interesse dell’Italia e del mondo imprenditoriale italiano per il paese del Corno d’Africa.
La scorsa settimana era stata Alessia Bianchi della Italian Trade Agency (ITA) a commentare il sempre più crescente interesse verso l’Etiopia dichiarando che l’agenzia italiana è impegnata nel migliorare la partnership commerciale.
La referente per il commercio aveva descritto l’Etiopia come una nazione con prospettive di crescita “tremende” ed uno dei paesi con la crescita economica più rapida al mondo. Tali performance sono alcune delle motivazioni che hanno spinto di recente circa 50 compagnie italiane a prendere parte all’esibizione che si è svolta in Etiopia con l’obiettivo di mostrare i loro prodotti, servizi ed ultime tecnologie. Compagnie italiane di fama internazionale nei settori dell’ingegneria, dell’industria agroalimentare, dei materiali da costruzione, dei detergenti, del riciclo e trattamento dei rifiuti, e del mondo dell’energia hanno preso parte a tale esibizione.
Giuseppe Mistretta, ambasciatore italiano ad Addis Adeba, aveva confermato le parole della Bianchi durante l’evento sottolineando come l’Etiopia abbia potuto attirare l’interesse delle compagnie italiane grazie alla sua crescita economica continua e stabile. Creando un ambiente di business “amichevole” e relazioni commerciali con le imprese locali, le aziende italiane hanno iniziato ad investire nel paese condividendo anche il loro sviluppo tecnologico.
Yacob Yalla, ministro del Commercio etiope, aveva invece enfatizzato le enormi potenzialità di investimento che il paese sta offrendo agli investitori italiani. Un passo in avanti potrebbe essere quello di stabilire un network commerciale italo-etiope in modo da implementare il commercio bilaterale e gli investimenti. Tra le compagnie italiane che hanno preso parte all’esibizione in Etiopia, ha evidenziato Yalla, ce ne sono molte che hanno mostrato l’interesse nell’investire nel settore energetico e delle infrastrutture.
* Giuliano Bifolchi. Analista geopolitico specializzato nel settore Sicurezza, Conflitti e Relazioni Internazionali. Laureato in Scienze Storiche presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito un Master in Peace Building Management presso l’Università Pontificia San Bonaventura specializzandosi in Open Source Intelligence (OSINT) applicata al fenomeno terroristico della regione mediorientale e caucasica. Ha collaborato e continua a collaborare periodicamente con diverse testate giornalistiche e centri studi.

