di Manuel Giannantonio –
Più di 100mila migranti e rifugiati sono giunti nel vecchio Continente dall’inizio dell’anno attraverso il Mediterraneo, un pericoloso corridoio marittimo che rappresenta la speranza per molti. L’UNHCR (Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati), ha indicato oggi a Ginevra “un aumento drammatico” degli arrivi nell’Italia meridionale e in Grecia. La cifra totale è di 103mila persone, la quale si è poi aggiornata con altre 6mila arrivi durante lo scorso fine settimana. La maggior parte proviene dall’Africa subsahariana e tra loro ci sono bambini e donne incinte tra loro.
Adrian Edwards, portavoce dell’Agenzia per i rifugiati, ha puntualizzato che “l’UNHCR rinforza la sua presenza e le sue attività in Grecia e nel sud Italia come risposta all’aumento drammatico del numero di rifugiati e di migranti arrivati via mare nell’Europa del sud”.
Dall’inizio dell’anno sono arrivati in Italia 58mila individui, 48mila in Grecia, 91 sull’isola di Malta e 920 in Spagna, ha spiegato Edwards, il quale ha aggiunto che nel 2014, 283mila migranti sono entrati illegalmente nell’Unione Europea, di cui 220mila sono giunti dal Mediterraneo, come dimostrano i numeri dell’Agenzia europea di controllo delle frontiere (Frontex).
Le frontiere terrene erano maggiormente percorse dai migranti negli anni Duemila, ma il cambio di rotta è oggi evidente. Circa 171mila migranti sono sbarcati nel Bel Paese solo lo scorso anno. Sono stati 40mila nel 2013 e 64.300 nel 2011, durante la Primavera araba, come riferito dai bilanci redatti da Frontex, che coordina l’operazione Triton avvalendosi della collaborazione di 24 paesi europei.
Domenica, mentre il numero di migranti sbarcati sulle coste italiane superava le 50mila persone dall’inizio dell’anno, la Liguria, la Lombardia e il Veneto si sono rifiutati di accogliere nuovi migranti.
Secondo l’Organizzazione internazionale per la migrazione (OIM), ugualmente situata a Ginevra, circa 17.770 uomini, donne e bambini sono morti o scomparsi durante l’attraversata a bordo d’imbarcazioni oltre i limiti di ogni sicurezza, ma viste da queste persone disperate come l’unica ancora di salvezza dai conflitti che distruggono la loro terra. Originari essenzialmente dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente (Siria e Iraq specialmente), questi uomini fuggono dalla violenza generata dai conflitti in atto nei propri paesi. Tentano di arrivare in Europa attraverso la Libia, luogo di transito dell’immigrazione africana sempre più soggetta al traffico di esseri umani gestito dall’Isis è da altre organizzazioni.

