di Marco Dell’Aguzzo

Joaquín Guzmán Loera (“El Chapo”, “il tarchiato”), leader del Cartello di Sinaloa e ritenuto “il più potente narcotrafficante al mondo” dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America, è evaso di prigione. Di nuovo.

“El Chapo”, anni 53, era stato infatti arrestato (per la seconda volta) il 22 febbraio 2014 in un resort a Mazatlán, dopodiché rinchiuso nel carcere federale di massima sicurezza noto come Altiplano (Centro Federal de Readaptación Social Número 1 “Altiplano”), situato ad Almoloya de Juárez, nello Stato del Messico. La Commissione messicana della Sicurezza ha confermato la sua fuga, avvenuta alle 20.52 di ieri, con un comunicato. È immediatamente partita una gigantesca caccia all’uomo, e l’aeroporto di Toluca (la città si trova a circa 25 chilometri dal carcere Altiplano) è stato bloccato. Secondo Daniel Hernandez di “VICE News”, tuttavia, l’aeroporto di Toluca non avrebbe in realtà ricevuto nessuna istruzione effettiva di aumentare la sicurezza o di cancellare e/o rimandare i voli, e questo nonostante nel comunicato della Commissione di sicurezza nazionale rilasciato qualche ora fa fosse stato affermato l’esatto contrario.

“El Chapo” è fuggito attraverso un complesso sistema di tunnel: si sarebbe introdotto prima in un tunnel di appena 50 cm di diametro che partiva dalla zona doccia della stanza 20/corridoio 2 del carcere; da qui, con una scala, si sarebbe calato in un secondo tunnel, alto circa 1,7 metri e lungo più di un kilometro e mezzo, che sfociava infine in un cantiere abbandonato. Quest’ultimo corridoio disponeva di un sistema di illuminazione e di uno di ventilazione, e perfino di una motocicletta modificata per poter viaggiare sulle rotaie. Questi dettagli sono stati forniti dal commissario per la sicurezza nazionale, Monte Alejandro Rubido, nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamattina (ora locale). Rubido ha anche affermato che diciotto persone che lavoravano nel carcere sono state portate a Città del Messico per essere interrogate.

“El Chapo” era stato già catturato una volta, nel 1993, e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Puente Grande, Jalisco. Riuscì ad evadere nel 2001, nascosto in un carrello della lavanderia.

Il governo di Enrique Peña Nieto aveva celebrato la cattura del leggendario narcotrafficante nel 2014 come uno straordinario successo; la sua evasione potrebbe però contribuire a minare ulteriormente l’immagine del presidente, che pare non goda di vasti consensi presso la popolazione. Peña Nieto non si trova attualmente in Messico, comunque: è in Francia, per una visita ufficiale.

Su Twitter in molti si sono pronunciati sull’ennesima, spettacolare fuga del “Chapo”. La giornalista Sanjuana Martínez, ad esempio, ha twittato così: “Fuga?… Per favore, nessun detenuto importante fugge da una prigione di massima sicurezza. A El Chapo hanno aperto la porta per la seconda volta”. lo scrittore Jorge Carrión, commentando il modus operandi dell’evasione (via tunnel), ha consigliato di “mettere del cemento la prossima volta”. Nel frattempo, Internet si è riempito di meme sull’evasione del leader del Cartello di Sinaloa.

Twitter: @marcodellaguzzo