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messico poliziaNon sono stati ancora ritrovati in Messico i corpi dei 43 studenti liceali della scuola superiore di Atzoyinapa, vicino a Chilpancingo, nota per essere un focolaio di contestazione giovanile: i giovani sono stati trucidati dai narcotrafficanti e dai poliziotti corrotti lo scorso 26 settembre a Iguala, cosa che ha già portato all’arresto di 36 esponenti della polizia municipale e 18 membri del cartello di narcotrafficanti dei Guerreros Unidos, tra i quali il boss Sidronio Casarrubias, e soprattutto del sindaco di Iguala, Jose Luis Abarca, di sua moglie e di un collaboratore, tutti accusati di strage.

La Guerra della Droga, che dal 2006 imperversa nel paese fra le forze dell’ordine e quelle dei cartelli del narcotraffico, ha già provocato quasi 140mila morti; fra gli ultimi l’attivista Maria del Rosario Fuentes (“Felina”), un medico che denunciava le attività delle organizzazioni criminali attraverso Twitter e collaborava con un portale web dedicato alla sicurezza nello Stato di Tamaulipas, ed oggi il generale Ricardo Cesar Nino Villareal, crivellato di colpi mentre era in auto con la moglie .

Villareal era il responsabile della sicurezza della zona frontaliera tra Messico e Stati Uniti, una fetta di territorio tra le più violente e insanguinate del Nordamerica.

La Guerra della droga, fra i vari cartelli e contro le forze di esercito e polizia, è iniziata ufficialmente l’11 dicembre 2006 con l’operazione Michoacán (invio di 6.500 soldati nel Michoacán): da allora i morti sono stati quasi 140mila.

I gruppi principali che combattono le Forze di sicurezza sono:

– Cartello di Sinaloa; si tratta di uno dei gruppi egemoni: è guidato da Joaquín “El Chapo” Guzmán, il più ricercato trafficante di droga del Messico il cui patrimonio personale stimato in oltre un miliardo di dollari.

– Cartello del Golfo; con base a Matamoros, è uno dei principali del traffico.

– Cartello di Juárez; controlla una delle rotte primarie del traffico di droga verso gli Stati Uniti dal Messico; combatte contro il cartello Sinaloa, per il controllo della città di frontiera di Ciudad Juárez.

– Cartello di Tijuana; è il cartello della famiglia Arellano-Félix, decimato dal contrasto delle Forze governative.

– Cartello Los Templarios; si tratta di un ramo quasi estinto della Familia Michoacana.

– Los Zetas; in principio era l’esercito del cartello del Golfo, ma poi si è alleato con i fratelli Beltrán-Leyva.

– La Familia Michoacana; ha la base a Michoacán, ma il gruppo è stato fortemente ridimensionato dal contrasto delle Forze di sicurezza.

– Cartello di Beltrán-Leyva; alleato dal 2008 con i Los Zetas, combatte contro gli altri cartelli.

– Los Negros; erano il braccio armato del cartello di Sinaloa, formato per contrastare i Los Zetas e le forze di sicurezza governative. Furono poi ingaggiati dal cartello Beltrán Leyva

– Cartello di Colima, gruppo minore appartenente al cartello di Sinaloa.

– Cartello di Millennio, gruppo minore appartenente al cartello di Sinaloa.

– Cartello di Sonora, gruppo minore appartenente al cartello di Sinaloa.

Parallelamente al traffico degli stupefacenti, vi è il traffico delle armi, che i vari gruppi utilizzano nella guerra: le più usate sono:

– Il fucile semi-automatico, di fabbricazione russa, il quale viene importato illegalmente dagli Stati Uniti, dall’America Centrale, dal Sudamerica e dal Medio oriente e dai paesi asiatici.

– Il fucile semi-automatico AR-15, che proviene dagli Stati Uniti;

– Il fucile M16 (con selettore di fuoco), che arriva dal Vietnam;

– Le granate a frammentazione M61 / M67 / MK 2 / K400, che provengono dall’America Centrale, dalla Corea del Sud, da Israele, dalla Spagna, dal Guatemala e dal Vietnam

– Il lanciagranate RPG-7 / M72 LAW / M203 , che arriva dalla corea del Nord, dal Guatemala e dall’America centrale.

– Il fucile Barrett M82, che viene importato dagli Stati Uniti.

– Il fucile M2 Carbine (con selettore di fuoco), che arriva dal Vietnam.