Messico. I cittadini si recheranno il 2 giugno alle urne per scegliere un nuovo presidente

di Alberto Galvi

I cittadini messicani si recheranno il 2 giugno alle urne per scegliere un nuovo presidente. La rielezione presidenziale non è consentita in Messico. Inoltre le elezioni consentiranno la scelta per oltre 20.700 posizioni a livello federale e locale, inclusi 500 seggi alla Camera dei Rappresentanti e 128 al Senato.
Due principali coalizioni principali in gara: una è una coalizione conservatrice composta da tre partiti, collettivamente intitolati “Forza e cuore per il Messico”, che comprende il PAN (Partito d’Azione Nazionale), il PRI (Partito Rivoluzionario Istituzionale) e il PRD (Partito della Rivoluzione Democratica). La seconda è una coalizione guidata dal partito Morena, chiamata “Continuiamo a fare la storia” e composta dal partito Morena, dal PT (Partito del Lavoro) e il PVEM (Partito Verde Ecologista del Messico).
L’attenzione in questa tornata elettorale sarà concentrata sulla corsa alla presidenza, poiché Obrador concluderà il suo mandato. La scienziata ed ex sindaco di Città del Messico Claudia Sheinbaum spera di succedere, ma deve affrontare la concorrenza della rivale conservatrice Xóchitl Gálvez Ruiz, che si candida per la coalizione “Forza e cuore per il Messico”. Infine vi è Jorge Álvarez Máynez, candidato del partito Movimento dei Cittadini.
La maggior parte dei sondaggi mostrano Sheinbaum con un vantaggio considerevole di oltre 20 punti su Gálvez. Jorge Álvarez Máynez, è considerato un azzardo: anche se nei sondaggi si collocava al terzo posto, ha cercato il sostegno dei giovani elettori prendendo le distanze dalla politica dell’establishment. Si prevede che la popolarità di AMLO aiuterà a sostenere Morena, dove la sua coalizione punta ad espandere la sua maggioranza.