di Alberto Galvi

Sono oltre 2.600 candidati i candidati in corsa ricoprire una carica alle prime elezioni giudiziarie del Messico. Questi candidati si contendono 881 posizioni, dalla Corte suprema del Messico ai tribunali distrettuali di tutto il paese. Per il 2027 sono previste altre elezioni per eleggere altri 800 giudici.

I candidati sono stati selezionati da commissioni governative, e per qualificarsi dovevano possedere una laurea in giurisprudenza, almeno cinque anni di pratica professionale, aver scritto un saggio e raccolto lettere di raccomandazione da amici e colleghi.

Governi stranieri hanno criticato il cambiamento, avvertendo che avrebbe portato a una politicizzazione del sistema giudiziario e ne avrebbe indebolito l’indipendenza. Inoltre i critici all’interno del paese temono che i giudici eletti possano ricevere pressioni dai cartelli della droga, che ricorrono alla corruzione e all’intimidazione per influenzare i funzionari. L’elezione dei giudici rientra nella strategia dell’ex presidente Andrés Manuel López Obrador per sradicare la corruzione.

L’ex presidente messicano Obrador ha spesso criticato negli anni del suo mandato la Corte suprema, che ha ostacolato alcune delle sue iniziative in settori come l’energia e la sicurezza. L’approvazione della controversa riforma è stata tra gli ultimi atti del suo mandato.