di Paolo Menchi

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) lancia un severo monito: l’economia globale sta attraversando una trasformazione epocale. Secondo il suo ultimo rapporto, il sistema economico che ha retto l’ordine mondiale negli ultimi 80 anni è ormai soggetto a una profonda riorganizzazione. A preoccupare maggiormente è il ritorno a livelli di protezionismo che non si vedevano da tempi immemorabili, in particolare negli Stati Uniti, dove i dazi commerciali stanno superando soglie critiche.

Sebbene il FMI evidenzi che il mondo non sia ancora in recessione, avverte che il rallentamento della crescita globale è evidente. Le stime aggiornate indicano una revisione al ribasso del PIL: gli Stati Uniti, dopo un +2,8% nel 2024, cresceranno solo dell’1,8% nel 2025, mentre la Cina vedrà un’espansione del 4,0%, inferiore di oltre mezzo punto rispetto alle precedenti previsioni.

Le tensioni commerciali tra le due superpotenze influenzano negativamente anche le economie emergenti. Il caso del Messico è emblematico: da una previsione di crescita dell’1,4% a inizio anno, si è passati a una contrazione dello 0,3%, dovuta soprattutto ai dazi statunitensi che colpiscono duramente le esportazioni manifatturiere.

Il governo messicano non condivide questa visione pessimistica. La presidente Sheinbaum ha risposto prontamente alle previsioni del FMI, respingendole con decisione, affermando che la spesa pubblica, prevista nel cosiddetto “Plan México”, fungerà da scudo contro le turbolenze economiche, sottolineando che gli investimenti statali saranno fondamentali per evitare una contrazione dell’economia. In alcune dichiarazioni alla stampa locale, ha anche citato dati ufficiali forniti dal Ministero delle Finanze, secondo cui il bilancio nazionale prevede per quest’anno una crescita compresa tra l’1,5% e il 2,3%.

Per l’America Latina e i Caraibi, le previsioni del FMI non sono più rosee: il tasso di crescita scenderà al 2% nel 2025, con una leggera ripresa al 2,4% l’anno seguente. Anche il Brasile, gigante economico regionale, subirà una frenata significativa, con una crescita stimata in calo di 1,4 punti.