di Marco Dell’Aguzzo –

Il “caso Moreira” sembra in procinto di riaprirsi. Humberto Moreira è un politico messicano, ex-presidente del Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) ed ex-governatore dello stato di Coahuila, che lo scorso 15 gennaio è stato arrestato all’aeroporto di Madrid con le accuse di riciclaggio di denaro in Spagna e collusione con il crimine organizzato. Il 1 febbraio è stato scagionato da ogni accusa per insufficienza di prove, gli è stato restituito il passaporto, ed è rientrato in Messico.

Ora il caso potrebbe riaprirsi, si diceva, perché venerdì 18 marzo è stato arrestato – sempre in Spagna e sempre con le accuse di riciclaggio e associazione al crimine organizzato – un imprenditore messicano, Juan Manuel Muñoz Luévano, detto “El Mono”.

“El Mono” è proprietario di numerose stazioni di servizio in Messico, e secondo la magistratura spagnola potrebbe avere legami con il cartello dei Los Zetas – stessa accusa, peraltro, che veniva mossa a Moreira. “El Mono” risulterebbe inoltre collegato ad uno dei due fratelli González Treviño, una coppia di imprenditori messicani recentemente dichiaratisi colpevoli di “lavaggio” di denaro pubblico (quasi due milioni di dollari) dal Coahuila agli Stati Uniti con l’appoggio di un alto funzionario coahuilense. Secondo l’intelligence statunitense, quell’alto funzionario potrebbe essere proprio Humberto Moreira, che ha governato lo stato dal 2005 al 2011, portandolo peraltro a contrarre debiti per diversi miliardi di pesos. Moreira comunque non è stato formalmente accusato di riciclaggio né negli Stati Uniti, né in Messico.

Il giorno dopo l’arresto del “Mono”, il giornale online El Español ha rivelato in esclusiva che il giudice che ha assolto Humberto Moreira a febbraio in Spagna aveva partecipato, in passato, a vari convegni tenutisi in Messico e organizzati da un altro (oramai ex) giudice spagnolo, Baltasar Garzón, amico personale di Moreira e assessore del PRI nei mesi della sua presidenza, nel 2011.

Twitter: @marcodellaguzzo