Messico. Sheinbaum chiede chiarimenti agli Usa sul caso El Mayo Zambada e difende la sovranità nazionale

di Giuseppe Gagliano –

Il governo messicano ha chiesto formalmente agli Stati Uniti di chiarire il ruolo svolto dalle autorità federali nell’arresto del narcotrafficante Ismael “El Mayo” Zambada, storico fondatore del cartello di Sinaloa. La richiesta della presidente Claudia Sheinbaum arriva dopo la diffusione di elementi che metterebbero in dubbio la versione fornita da Washington nel luglio 2024, secondo cui nessuna agenzia statunitense avrebbe partecipato al trasferimento del boss negli Stati Uniti.
A sollevare nuovi interrogativi è stata la presenza dell’aereo utilizzato per trasportare Zambada in Texas all’interno di una mostra dedicata ai successi operativi dell’Fbi, circostanza che ha spinto Città del Messico a chiedere spiegazioni ufficiali. Per il governo messicano il nodo non riguarda la cattura del narcotrafficante, giudicata positiva, ma il rispetto della sovranità nazionale e delle procedure di cooperazione tra i due Paesi.
Secondo la ricostruzione della difesa, Zambada sarebbe stato attirato con l’inganno su un velivolo da Joaquin Guzman Lopez, figlio di Joaquin “El Chapo” Guzman, per poi essere consegnato alle autorità statunitensi una volta atterrato negli Stati Uniti. Si tratta di una versione processuale ancora oggetto di valutazione, ma sufficiente ad alimentare il dibattito sul possibile coinvolgimento di apparati americani nell’operazione.
Il caso riflette le crescenti tensioni tra Washington e Città del Messico nella lotta al narcotraffico. Gli Stati Uniti considerano ormai i grandi cartelli una minaccia diretta alla propria sicurezza nazionale e chiedono risultati sempre più incisivi contro le organizzazioni criminali, mentre il Messico intende preservare la propria autonomia decisionale e respinge qualsiasi ipotesi di interventi unilaterali sul proprio territorio.
La cattura dei principali leader del cartello di Sinaloa non garantisce inoltre la fine dell’organizzazione. Al contrario, il rischio è che la scomparsa dei vertici favorisca la frammentazione interna e una nuova fase di violenza per il controllo delle rotte del traffico di droga, con ripercussioni sulla sicurezza e sulla stabilità economica del Paese.
Per il governo di Claudia Sheinbaum la cooperazione con gli Stati Uniti resta indispensabile, ma deve svolgersi nel pieno rispetto della sovranità messicana. La richiesta di chiarimenti rappresenta quindi un segnale politico volto a riaffermare che la lotta ai cartelli non può tradursi in un ridimensionamento dell’autorità dello Stato messicano né in operazioni opache condotte senza un chiaro coordinamento tra i due governi.