di Marco dell’Aguzzo –

messicoDato il grande spazio che, comprensibilmente, è stato dato sia nei giornali messicani che in quelli esteri al massacro di Tanhuato del 22 maggio scorso (con speculazioni annesse), e allo strano caso dell’occupazione di Chilapa nei giorni dal 9 al 14 dello stesso mese (anche questo non perfettamente chiarito), qualche fatto di cronaca apparentemente “minore” è passato in secondo piano.

Innanzitutto, ieri mattina la città di Ciudad Acuña, nello stato di Coahuila, al confine col Texas, è stata investita per pochi secondi da un violentissimo tornado che, oltre a gravi danni alle abitazioni (secondo le autorità, circa un migliaio di case sarebbero rimaste seriamente danneggiate), ha provocato la morte di tredici persone, dieci adulti e tre minori, e un numero decisamente alto di feriti, dai 90 ai 150. Nel territorio degli Stati Uniti d’America il tornado ha ucciso tre persone.

Il 21 maggio a Matamoros, Tamaulipas, nord-est del Messico, la sede dell’Istituto Federale Elettorale (un organismo pubblico con il compito di organizzare le elezioni federali messicane; quelle di medio termine sono previste per il 7 giugno) è stata raggiunta verso le 18:10 dall’esplosione di un paio di granate lanciate da civili non ancora identificati a bordo di un’automobile sportiva di colore rosso. Qualche minuto dopo, intorno alle 18:30, un attacco analogo è stato compiuto all’edificio che ospita gli uffici della polizia federale; stavolta gli attentatori erano a bordo di una camionetta. Oltre ai danni materiali, qualche persona è rimasta ferita.

Sempre il 21 maggio, nella città di Tijuana, nella Bassa California, prossima alla contea statunitense di San Diego, si sono registrati cinque casi di omicidio, tutti compiuti con armi da fuoco. Sono inoltre state ritrovate due teste maschili chiuse in buste di plastica. Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 è stato invece ritrovato all’interno di una vettura il cadavere, crivellato di proiettili, di un giovane di ventidue anni, Rogelio Brambila Lizárraga, che pare fosse noto in città come cantante di narcocorridos (sorta di ballate celebrative incentrate su episodi legati alla narcocriminalità) in lode del Cartello di Tijuana, noto anche come Organizzazione Arellano-Félix. Una volta considerato uno dei gruppi criminali più feroci e potenti dell’intero Messico, il Cartello di Tijuana ha visto diminuire drasticamente il suo potere e la sua influenza dopo l’arresto del “Padrino” Miguel Ángel Félix Gallardo e di buona parte della famiglia Arellano-Felix.

Nuove indiscrezioni sono poi sorte sul caso degli scontri avvenuti il 22 maggio nei pressi di Tanhuato, Michoacán, tra la polizia federale e alcuni civili armati (la tesi più ripetuta è che fossero membri del Cártel de Jalisco Nueva Generación, o CJNG). Nel corso della violenta battaglia hanno perso la vita quarantadue civili e un poliziotto; un altro agente è rimasto ferito e tre uomini sono stati arrestati. In molti si chiedono come sia stato possibile che, nonostante lo scontro imprevisto con criminali armati di tutto punto, la polizia sia riuscita a contenere così tanto le proprie perdite, soprattutto tra i feriti; inoltre, i federali avrebbero trentanove armi sul luogo dell’attentato: se il numero degli assaltatori ammonta davvero a quarantacinque, sei di questi sarebbero stati disarmati. A rendere il tutto più sospetto, sono trapelate delle foto che mostrano cadaveri di civili in pose innaturali, con dei fucili d’assalto che sembrano effettivamente stati aggiunti in un secondo momento.

Per quanto riguarda invece i trenta casi di rapimenti denunciati a Chilapa, Guerrero, a seguito dell’occupazione della città da misteriosi uomini armati (narcos o cittadini armati?) tra il 9 e il 14 maggio, il commissario generale della polizia federale ha affermato nei giorni appena passati che gli occupanti sarebbero stati dei semplici civili, membri di un qualche corpo di polizia comunitaria, che non avrebbero però avuto “nessun coinvolgimento diretto” con i rapimenti. Per qualche motivo che non è stato ancora chiarito, i trecento civili non sono attualmente ricercati.

Twitter: @marcodellaguzzo