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Disordini in Messico per la strage del 26 settembre dei 43 studenti allievi della scuola superiore di Atzoyinapa, vicino a Chilpancingo, capitale dello Stato di Guerrero, nota per essere un focolaio di contestazione giovanile: dopo le molte contestazioni dei giorni scorsi, oggi i manifestanti, per lo più studenti e insegnanti, hanno incendiato il municipio di Iguala, città dove si sono svolti i fatti.
Dalle informazioni che si hanno i giovani stavano distribuendo volantini, quando sono stati vittime di spari e quindi sono stati rapiti; da allora se ne sono perse le tracce, ma diverse testimonianze indicano che i liceali sono stati bruciati vivi.
Quanto accaduto è ascrivibile alla Guerra della Droga e ciò che è incredibile sono i nomi e i numeri delle persone arrestate: fino ad ora le manette sono scattate per 36 esponenti della polizia municipale e 18 membri del cartello di narcotrafficanti dei Guerreros Unidos, ma questa mattina anche il sindaco di Iguala, Jose Luis Abarca, sua moglie e un collaboratore sono stati arrestati addirittura con l’accusa di avere orchestrato la strage
Pochi giorni fa le Forze di sicurezza hanno arrestato anche Sidronio Casarrubias, leader della cosca dei “Guerreros”, e sono state individuate alcune delle fosse comuni dove potrebbero essere stati tumulati i corpi.
La Guerra della Droga dal 2006 ha mietuto 137mila vittime, fra le ultime lo scorso 18 ottobre l’attivista Maria del Rosario Fuentes (“Felina”), un medico che denunciava le attività delle organizzazioni criminali attraverso Twitter e collaborava con un portale web dedicato alla sicurezza nello Stato di Tamaulipas, nel nord del Messico. La donna, prima di morire, è stata torturata dai sicari dei narcos e una foto del suo cadavere è stata postata su Twitter.

